Frammenti (di un racconto interrotto) di Matteo Piergigli ⥀ Autopoetica
Inauguriamo l’anno con una nuova puntata della rubrica Autopoetica, a cura di Marzia D’Amico, che presenta oggi i Frammenti (di un racconto interrotto) di Matteo Piergigli. L’immagine di copertina è come sempre di Valentina Vallorani. È possibile segnalarsi inviando propri testi e una dichiarazione di autopoetica alla mail: autopoetica.argo@gmail.com (tutte le pubblicazioni finora apparse nella rubrica possono essere lette qui)
Autopoetica
Ho utilizzato come punto di partenza un libro casualmente preso su Vinted, da lì è iniziata una riflessione sui non luoghi, sui paesaggi diffusi che circondano. Nuovi concetti di abitare e abitato, dove locale diventa globale, dove un nuovo ordine nasce dal disordine.
(Matteo Piergigli)
⥀
frammenti (di un racconto interrotto)
trascorsi non ancora conclusi
partendo da un libro preso su Vinted
idnofs
1.
l’incessante susseguirsi
di equilibri instabili
alimentano fratture
tra organico e meccanico
1.1
il proliferare di non luoghi
di tipologie atopiche
di topologie atipiche
invade un paesaggio
di reti senza ombre
1.2
la perdita del centro
l’esplosione delle coordinate tempo
la dissoluzione delle coordinate spazio
portano alla multipolarità acentrica
1.3
da e verso i luoghi
governati dal nomadismo
si intrecciano luoghi emergenti
non luoghi affamati di progetto
1.4
un paesaggio composito
nelle figure del collage
del puzzle, del domino
oltre la pura matematica
viva di precisioni imprecise
1.5
vertono lo sguardo
tra le parti verso i vuoti
margini interni aree
di massima confluenza
spazi quasi pubblici
1.6
il suolo diviene supporto
astratto che nega
la materialità dei luoghi
dando origine a indifferenza
localizzativa
emart
2.
la forma indagata
oppone alla continuità
del modello deduttivo
la discontinuità del paradigma
predittivo
2.1
il territorio si presenta
nella dialettica centro-periferia
città-campagna a sezioni
multiple
erugif
3.
non è il quadro
di riempimento del vuoto
quanto la prospettiva
di vuoto come luogo
3.1
luogo dell’assenza
bordo discontinuo
luogo del dubbio
in sé l’opposto
3.2
nell’abitato diffuso
una geografia di connessioni
necessita esplorazione
trans scalare dello spazio
locale-globale-ordine-disordine
3.3
un’inclusione da un’esclusione
un’internità da un’esternità
approdi recapiti a rappresentare
l’arrivo e partenza dei flussi
⥀⥀⥀
Il mio interesse si rivolge spesso a ciò che è vagabondo e incompiuto, irriducibile ad una verità. Il frammento, nelle sue varie forme, è al limite tra la negazione e l’affermazione di qualcosa.
Al limite fra i due mondi immagino si possa continuamente riscrivere la propria identità, i propri codici. Questo pensiero è la base di un percorso di ricerca che muovendosi nella frattura, nello spazio fra due o più domini, prende ogni volta una forma e una strada apparentemente diversa. Questa fascinazione per l’incompiuto, l’errore, il continuo sfuggire al senso mi conduce alla poesia. Multiforme e frammentato, il mio modo di agire l’arte non si esaurisce in una risposta conclusiva, tenendosi aperto all’indeterminato.
(Valentina Vallorani)

Matteo Piergigli (4 agosto 1973) è nato a Chiaravalle (An), risiede a Monte San Vito. Nel 2025 pubblica Macula e altre poesie (Polissena Fiabe e Poesie). I suoi testi compaiono in diversi blog: “Pioggia obliqua scritture d’arte”, “Larosainpiù”, “Indipendent Poetry”, “Periscopio”, “Il giardino dei poeti”, “Letteratura e cultura”, “L’Astero rosso”, “Punto almanacco letterario”, “Inverso”, “Il cucchiaio nell’orecchio”, “Critica impura”, “Centro cultural Tina Modotti Caracas”.
Marzia D'Amico
Marzia D'Amico è poeta e traduttorə, il suo esordio è Liricologismo (Zacinto edizioni). Ha pubblicato poesie su diverse riviste nazionali e internazionali in lingua inglese e italiana. La sua prosa, le sue traduzioni e i suoi contributi culturali sono apparsi in radio, su carta e online. Co-edita mensilmente una newsletter transfemminista (Ghinea).

