Titolo I. Disposizioni generali
Art. 1. Oggetto
Oggetto di questo Codice è la realizzazione della tacca e le sua regolamentazione internazionale.
Art. 2. Condizioni tassative
Affinché si possa incidere, nella testata del letto, una tacca, devono darsi le seguenti, tassative condizioni:
a) Lei, la preda, deve essere viva;
b) Deve essere capace di intendere e volere;
c) Non deve trattarsi di un revival;
d) Non deve trattarsi di prestazione a pagamento.
Art. 3. Agonie e disagi
In caso Lei, la prescelta, sia agonizzante, deve essere prima di tutto effettuato un tentativo di rianimazione; qualora il tentativo abbia successo, è consentito procedere alla realizzazione della tacca.
In casi di agonia non grave, l’aspirante alla tacca può procedere simultaneamente al tentativo di rianimazione e alla realizzazione della tacca.
Titolo II. Disposizioni anatomiche
Art. 4. Come è tacca
È tacca quando entra, anche per un attimo e in un soffio, la corona.
Titolo III. Disposizioni geografiche
Art. 5. Il rapporto-tacca
In qualsiasi paese sviluppato, il rapporto-tacca è di 1 a 1. Ossia, per ogni rapporto viene incisa, nella testata del letto, una tacca. (Come i nemici abbattuti sulla carlinga dei caccia).
Invece, nei paesi sottosviluppati il rapporto-tacca è di 10 a 1. Ossia può essere incisa, nella testata del letto, una tacca ogni dieci rapporti.
Ovviamente non conta l’altitudine: che la realizzazione avvenga sopra o sotto il livello del mare, in elicottero o in cantina, in seggiovia o durante le sabbiature, è comunque tacca.
Art. 6. ‘Tre contro uno’
Fanno eccezione, nei paesi sottosviluppati, i rapporti chiamati ‘Tre contro uno’. Ossia, i rapporti fra un soggetto e tre agili prede. In tali casi, il rapporto-tacca riacquista il suo valore standard di 1 a 1. Ossia, può essere incisa, nella testata del letto, una tacca per ogni ‘Tre contro uno’.
Non è richiesto, peraltro, che la corona entri simultaneamente in tutte e tre le prede, ma che ciò avvenga a distanza temporale ravvicinata e contestualmente.
Titolo IV. Disposizioni temporali
Art. 7. Limiti della cumulazione
Qualora l’aspirante alla tacca abbia accumulato, a seguito di prestazioni in paesi sottosviluppati, un numero di crediti inferiore a 10, al termine dell’anno solare tali crediti, come bianca cometa, dissolvono; essi scadono irrevocabilmente.
Art. 8. Effetti della cumulazione
Possono sommarsi i crediti acquisiti in paesi diversi. In tal caso, qualora entro l’anno solare raggiungano il numero di 10, viene incisa, nella testata del letto, pur a fatica, una tacca.
Titolo V. Disposizioni speciali
Art. 9. Rapporti contro natura
Il rapporto contro natura è oggetto di una speciale indisciplina. È controverso se esso dia luogo ad una tacca. Qualora, cioè, il rapporto avvenga solamente contro natura, con esclusione, cioè, del rapporto secondo natura, è una tacca o no?
Vi sono in materia opinioni differenti, che vanno da quella secondo cui non è tacca, a quella secondo cui vale almeno il doppio, cioè con un rapporto-tacca di 1 a 2: due tacche con un solo rapporto! Due piccioni con una fava, appunto.
Art. 10. Altri rapporti
Tutti i restanti rapporti, fra cui i rapporti di cosiddetto ‘Petting’, non fanno una tacca. Anche nel caso in cui il ‘Petting’ sia da considerarsi spinto o molto spinto. Sono come i pali, le traverse o i corner nel gioco del calcio: servono alle statistiche ma non fanno punteggio.
Art. 11. Età anagrafica
Non ha alcun valore, per il presente Codice, l’età anagrafica della preda. Ossia: è tacca senza limiti d’età.
Purché ovviamente, in conformità con quanto disposto all’art. 2, lettera b), la preda sia capace di intendere e volere. Possono ugualmente realizzarsi tacche con novantenni, lolite, femminielli. (La tacca è la tacca).
Art. 12. Bellezza
Non ha alcun valore, per il presente Codice, la bellezza della preda o la sua integrità fisica. Ossia, è tacca a prescindere da considerazioni di valore estetico. La bellezza della preda è una rovesciata a pallone, serve solo al prestigio: che sia un rigore o una rovesciata, il punto è lo stesso. Pertanto, si realizza una e una sola tacca che si tratti di una principessa, di un rospo, di una cozza, di un gobbo, di uno scorfano.
Art. 13. Casi oscuri
Qualora l’aspirante venga a trovarsi in una situazione insolita, bizzarra, in un caso oscuro, in cui non sappia quale regola seguire, se valga la tacca e con quale rapporto, può chiamare un membro della Commissione Internazionale preposta a tal fine, cui espone i fatti del caso. La Commissione si pronuncia immediatamente in caso di presunta agonia, oppure entro un limite di tempo non superiore alle ore due.
L’aspirante è tenuto ad osservare le indicazioni della Commissione. Qualora le contravvenga, subisce una penalità consistente nella cancellazione di tacche precedentemente realizzate, in un numero stabilito dalla Commissione stessa a seconda della gravità dell’infrazione e disobbedienza.
Titolo VI. Disposizioni zoologiche
Art. 14. Specie
Affinché sia tacca, deve trattarsi di preda della medesima specie animale dell’aspirante. In caso contrario, l’aspirante è oggetto di biasimo ma non perde le tacche realizzate in precedenza.
Titolo VII. Disposizioni finali
Art. 15. Morale della tacca
Giacché gli uomini e le donne usano mentire e nella maggior parte dei casi le prove dell’avvenuta realizzazione della tacca non sono disponibili, si vietano pubblicamente e solennemente tutte le competizioni sulle tacche. Sono cioè interdette le gare, le scommesse, le classifiche, le sfide all’ultima tacca.
L’allarme sociale creato da tali competizioni, unito all’impossibilità di provare quanto asserito dai gareggianti, le confina dunque ad un ambito strettamente privato.
In ultima istanza, infatti, possono essere oggetto di valutazione morale da parte del soggetto realizzatore. Chi ne abbia realizzate poche o nessuna, meditando infine sulla propria esistenza potrebbe sentirsi, a ragion veduta, un fallito. Chi ne abbia realizzate troppe potrebbe sentirsi, a ragion veduta, un depravato. In ogni caso, poche o tante che siano, restano confinate all’ambito strettamente privato: quello della sfida con se stessi e la preda. All’ultima tacca.

