cenciarelli-405x350Credo che non sospetti neanche di essere nata”. In questo modo viene definita Margherita, protagonista di questo romanzo.
Una donna annullata da una vita vissuta tra le grinfie di un padre padrone, il Generale dei Carabinieri Rodolfo Scarabosio e un fratello Massimiliano, condannato a seguire le orme del padre. Quando il Generale Scarabosio viene assassinato dalle Brigate Rosse, Margherita non prova nessun dolore, solo una sensazione di liberazione. Ma il fantasma del padre torna  a perseguitarla nelle vesti del fratello e non le lascia scampo. Margherita vive in un luogo senza tempo, chiusa nel suo dolore e incapace di reagire a qualsiasi abuso. Finché non le si presenta l’occasione per fuggire dalla sua prigione. Viene chiamata come testimonial per  la campagna elettorale di Bruno Chialastri, imprenditore di destra senza scrupoli che la fa diventare presidentessa del Comitato per il Sostegno ai Familiari delle Vittime delle Br.

In questo modo si trova a ricordare la memoria di un padre che odiava, finendo in un gioco di potere che non accetta nessuna debolezza, dove non esistono mezzi termini e ogni mossa è giusta per arrivare al Potere. Potere di cui è avido Chialastri che non le risparmia umiliazioni e scatti di rabbia. All’ombra di questo Potere si muove Camilla segretaria tutto fare dell’imprenditore e infiltrata di un gruppo armato che vorrebbe far rivivere le Brigate Rosse e sta per organizzare un attentato proprio a Chialastri.
Una trama complessa, ma che alla fine porta tutti i tasselli al proprio posto, descrivendo un mondo cinico e senza scrupoli popolato da personaggi che basano la propria esistenza sul successo economico e sociale . Margherita, vittima sacrificale, offre se stessa a questo gioco e a mano mano si renderà conto delle persone che la circondano. Con l’ingenuità di una bambina scoprirà se stessa, il proprio corpo e la sua identità di donna per anni segregata da uomini padroni, incapaci di amarla.
Anche per questo motivo “Sangue del suo sangue” è un libro che può essere definito come un romanzo di donne che lottano per la loro identità e emancipazione. Come Margherita combatte per la sua libertà, lo stesso fa Camilla, intenzionata ad annullare il Potere non solo attraverso la lotta armata, ma anche grazie alla sua intelligenza. Corrotta anche lei dalla smania del Contro-Potere, strumentalizza il proprio ideale per una causa illecita e criminale.
Le storie di queste due donne si intrecciano sullo sfondo di un ritorno al Terrorismo Rosso che apre nuovi punti di vista su quello che sono stati gli Anni di Piombo, strappando con una scrittura cruda e diretta il velo di buonismi e ipocrisia che continua a offuscare la verità su quella controversa parte di storia del nostro paese.
Gaja Cenciarelli struttura il romanzo in  maniera diretta, con una scrittura semplice e efficace che arriva all’anima dei personaggi; descritti in tutte le loro sfaccettature e visti con l’occhio attento e perspicace di una scrittrice matura che non cade nella trappola di schierarsi dalla parte delle vittime. I carnefici vengono descritti per quello che sono, usando parole e descrizioni crude e lo stesso viene fatto per gli innocenti. La Cenciarelli non predilige nessuno, si muove solo in base ad una Verità cruda che lascia il lettore sgomento. Compito arduo, prediletto solo da pochi scrittori coraggiosi.

Elena Cirioni