Genere: Drammatico

Durata: 128 min

Cast: Rachel McAdams, Michael Keaton, Mark Ruffalo, Stanley Tucci, Billy Crudup

Paese: Usa

Anno: 2016

 

Chi ritiene Spotlight un film senza mordente e persino sotto le righe per meritarsi l’Oscar come miglior film ha scordato quale sia l’essenza della settima arte.
Quando il cinema non cerca di trascendere la realtà e si mette al servizio della storia svolge un lavoro efficace, quasi fosse il rifugio della realtà dei fatti.
Tutto ciò è ben rappresentato da Il caso Spotlight, il film di Tom McCarthy che racconta la vera inchiesta del gruppo della divisione Spotlight del Boston Globe sui casi di pedofilia nella Chiesa Cattolica.

Il cuore del minuzioso lavoro giornalistico del gruppo Spotlight comincia a battere nell’estate 2001, poco prima che l’America venisse travolta dagli attacchi alle torri gemelle con il mondo intero destinato a mutare per sempre. Spotlight è un team di 4 giornalisti, capitanati da Walter Robby Robinson, specializzati esclusivamente nel giornalismo d’inchiesta.
L’arrivo del neodirettore Marty Baron (Liev Schreiber) fa riemergere vicende oscure legate ad alcuni preti di Boston che in passato avevano ricevuto accuse di molestie su bambini. Poche parole e direttive caratterizzano il suo timbro, tanto basta per indicare con fermezza e convinzione la strada da seguire.
Il team Spotlight, come un esploratore, è costretto a scavare nel profondo, riesaminando, vecchie denunce, articoli, insoliti accordi tra il clero e le gli avvocati che avevano difeso le cause degli abusati, durante le indagini dovranno fare i conti anche con le loro stesse mancanze, con gli abbagli passati del giornale. Il focus sul prete locale accusato di aver abusato su minori per più di trent’anni è solo il primo passo di un caso dagli intrecci vastissimi che punterà allo smascheramento delle sistematiche coperture da parte dei vertici della Chiesa Cattolica di Boston. Le testimonianze, il ruolo rispettoso dell’avvocato difensore di numerose vittime, Mitchell Garabedian (Stanley Tucci), mostreranno agli stessi cronisti quanto la rilevanza della vicenda abbia dimensioni più estese di quanto potessero immaginare.
È un percorso ad ostacoli, un terreno disseminato di mine, da attraversare con pazienza, rigore e dedizione; elementi plasmati con vitalità nella regia pulita e lineare di McCarthy. La sceneggiatura non prende mai il sopravvento sulla cronaca: tempi, toni, dialoghi sono ricamati con precisione, non si cercano manipolazioni, il sensazionalismo è assente.

L’approccio pacato riesce a coinvolgere il pubblico senza enfatizzare il racconto che si appoggia sulla performance di una cast maturo e responsabile, con un Michael Keaton egregio nel ruolo di mentore, di stratega del gruppo. La ricerca della verità non prende mai il sopravvento sulle vite, sui traumi delle persone abusate e al contempo l’impegno di Spotlight è caparbio e passionale.

“Robby” Robinson (Michael Keaton), e i cronisti Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams), Michael Rezendes (Mark Ruffalo) e Matt Carrol (Brian D’Arcy James) non sono solo dei giornalisti, ma psicologi, mediatori, avventurieri.
Nel cercar di abbattere il grattacielo di omertà e complicità saranno testimoni e custodi di intimità violate, le ferite delle vittime non sono semplicemente fisiche, parlano di persone ingannate e circuite da chi avrebbe dovuto essere loro amico, esistenze che hanno visto tradire la loro fede, perdere un ideale.

L’inchiesta dei giornalisti di Spotlight fu premiata nel 2003 con il Premio Pulitzer al giornale.

Il caso Spotlight è un sublime omaggio al ruolo dell’informazione: quella onesta, vera, gravosa che non persegue la gloria ma si dona, come nella vicenda degli abusi, alla causa. Un film che tutti i giornalisti dovrebbero vedere, le due ore devono costituire un momento di riflessione e critica sul ruolo del giornalismo dei nostri giorni dove la velocità spesso è sinonimo di mediocrità e il lavoro d’inchiesta è marginalizzato o addirittura denigrato. Ogni qualche volta avviene ciò il rispetto e il perseguimento della democrazia subiscono una sconfitta.