Il Duemila è iniziato nel 1982. Risoluzione di un kōan

Nel 1982 la rivista Time nomina il computer «Man of the Year», uomo dell’anno. È la fine del Novecento e l’inizio del Duemila, una nuova era, l’era di Internet.

Nell’era di Internet l’umanità parla, scrive, legge, calcola, ama, gioca, quindi vive, per lo più, con le macchine elettroniche, i dispositivi, comunicando con loro e mettendoli in comunicazione fra loro e con il mondo circostante, oggetti, animali, piante. Internet ha diffuso a livello planetario la rivoluzione informatica, dando vita alla quarta rivoluzione industriale, la rivoluzione della manifattura intelligente (Smart Manufacturing).

Aveva dunque ragione lo storico Eric Hobsbawm, che nel suo saggio The Age of Extremes: The Short Twentieth Century, 1914-1991), affermò che il Novecento è stato un Secolo breve perché finì nel 1991. Tuttavia, anche ammesso che il 1991 sia l’anno in cui fissare lo spartiacque fra Novecento e Duemila, non dobbiamo considerarlo tale perché in quell’anno cadde poi si dissolse l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), come pensava Hobsbawm. Questo evento fu davvero catastrofico, infatti, ma non definitivo, né per il mondo intero, in generale, né per il comunismo, in particolare. Infatti, il più grande paese comunista del mondo, la Cina, non è crollato nel 1991, pertanto il socialismo reale non è finito, anzi ora sta conquistando, o meglio comprando, nella sua versione sino-postrussa di Capitalismo di Stato, anche l’Occidente. Se volessimo considerare il 1991 come spartiacque fra Novecento e Duemila, è perché in quell’anno Internet divenne uno strumento di comunicazione di massa, grazie a Tim Berners-Lee, che definì il protocollo HTTP e fece così nascere il World Wide Web. L’HTTP infatti rivoluzionò il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete, permettendo la creazione di testi elettronici come quello che state leggendo, con tutti i suoi link, i suoi collegamenti ad altri testi, collegati fra loro in un unico grande ipertesto in rete. Dal 1991 la maggior parte delle letture ha smesso di essere sequenziale, cioè parola per parola, diventando ipertestuale, cioè da testo a testo, ma soprattutto la navigazione in rete è diventata di massa.

Tuttavia, l’HTTP non è che un’emanazione di Internet, per quanto decisiva. Quindi è nell’anno di nascita di Internet, il 1982, che va individuata la fine del Novecento e l’inizio del Duemila. In quell’anno entrò in funzione l’Internet protocol suite (TCP/IP) che permise di connettere la rete di computer ARPANET, che otto anni dopo – nel 1990 – sarebbe stata dismessa, lasciando che il nome del protocollo Internet diventasse il nome della rete per antonomasia.

Il Novecento si è forse acceso prima delle miccie della Grande Guerra, nel 1914. Forse anche l’inizio del Novecento andrebbe retrodatato: in effetti, fu nel 1891 che l’inventore della fabbricazione industriale della lampadina elettrica, Thomas Edison, presentò in pubblico il suo primo film, Dickson greeting, cambiando così per sempre i destini dell’immaginario e dell’industria mondiali. L’elettricità abbinata alla comunicazione aveva già dato vita al fonografo e con la nascita del cinema elettrificò definitivamente la vita dell’umanità.

Allo stesso modo, Internet ha elettronicizzato la vita dell’umanità intera, tanto che è oggi il «principale mezzo di comunicazione di massa», come afferma Wikipedia, l’enciclopedia nata e sviluppatasi proprio su Internet.

Il protocollo di connessione Internet ha creato i presupposti per la diffusione di massa delle telecomunicazioni informatiche, determinando uno sviluppo senza precedenti della scienza e della cultura, rivoluzionando le comunicazioni, non solo fra creature umane, ma anche fra creature umane e creazioni umane, cioè fra creature umane e macchine, fra macchine e macchine, fra creature, oggetti e macchine. Altrettanto radicali sono stati i cambiamenti nell’arte, nella musica e nella letteratura.

Nel 1983 nasce l’embrione dell’Internet art: l’inglese Roy Ascott, che con un paio di click potrebbe diventare in breve tempo vostro amico su Facebook, espone al Museo di Arte moderna di Parigi la sua opera La plissure du texte, realizzata usando una rete chiusa, formata da artisti invitati nell’ARTEX network. Potrei dilungarmi ancora, ma sulla letteratura riesco solo a rimandare a ciò che ho già scritto su Poesia, in merito alla poesia in rete, e sulla musica, come ha fatto la redazione della rivista Prismo a proposito dei legami della musica elettronica con l’ontologia orientata agli oggetti, altri sapranno dire meglio di me.

Autechrism

Questo breve saggio è la risposta a un kōan, un paradosso su cui mi invitò a meditare anni fa Angelo Guglielmi, dicendomi: «Il Duemila non è ancora iniziato». A lui dedico quindi la presente pagina elettronica, ringraziandolo per avermi spronato, come già suo fratello Guido, a meditare, teorizzare e scrivere.

Valerio Cuccaroni