Proponiamo per i lettori di Argo un estratto da Il volo degli uccelli, l’ultimo lavoro di Giulio Marzaioli pubblicato quest’anno da Benway Series.

 

da Il volo degli uccelli, prose di Giulio Marzaioli, tavole di Pier Mario Marzaioli.

 

IX

In breve: 150 milioni circa di anni fa dai rettili primitivi a circo-
lazione sanguigna ectotermica, cioè a sangue freddo, si dirama
una specie a circolazione endotermica, cioè a sangue caldo. Sor-
ge quindi la necessità di conservare il calore all’interno dell’orga-
nismo e le squame si trasformano in penne a struttura simmetri-
ca, vale a dire con vessilli esterni e interni di area uguale. Gli arti
anteriori si allungano, la mano si semplifica nella struttura ossea
e la specie acquisisce la capacità di eseguire il volo librato: l’ani-
male è in grado di gettarsi d’improvviso da un’altura sulla preda.
A causa di una mutazione casuale si ingenera un’asimmetria tra
l’area dei vessilli interni e quella dei vessilli esterni, mentre tutte
le altre penne, non interessate direttamente al volo, restano, e lo
sono ancora, più o meno simmetriche. L’animale, ma potrem-
mo ora definirlo uccello, acquisisce la capacità di propulsione,
sia in elevazione che in abbassata. Il volo si fa battuto: la mano
provvede all’avanzamento, braccio e avambraccio si accollano la
portanza e l’uccello può scendere, restare in quota, ma soprattut-
to salire a suo piacere. È a questo punto che fa la sua comparsa
l’Archaeopteryx litographica.

Se l’Archaeopteryx litographica è in grado di volare e può
salire in volo a suo piacimento è grazie all’evoluzione e all’ef-
fetto rütteln. D’altronde le leggi dell’aerodinamica e più in
generale della scienza non sarebbero ipotizzabili senza la pre-
senza di corpi che ne determinano sia la sussistenza che la
verificabilità. Determinante è la presenza. E il corpo. Nonché
una certa propensione verso i pendii.

L’inclinazione dei pendii favorisce il rotolamento dei sassi e
l’incontro di questi con l’umana specie. Rispetto al limitato
numero di indicazioni che siamo in grado di decifrare dal
maneggiamento del sasso, non immaginiamo quante notizie
il sasso possa ricavare in merito a chi lo trattiene nella mano.

Il sasso può sapere se siamo nervosi, accaldati, forti e alti di
statura o piccoli e delicati e se svolgiamo lavori manuali. Op-
pure piccoli e forti o alti di statura e delicati e se svolgia-
mo lavori di natura intellettuale. Al contrario, la sensibili-
tà dell’uomo è così poco sviluppata, tanto da non riuscire
neanche a percepire da quale agente atmosferico prevalente
sia stata levigata la forma del sasso. Al fine di sviluppare tale
sensibilità sarebbe utile frequentare i pendii montuosi.

Una gita in montagna è quanto si possa immaginare di più
vicino al volo degli uccelli, escludendo ovviamente lo studio
del volo stesso.

Ad esempio una piccola valle su un lato dell’altopiano. La
valle è delimitata e chiusa su un lato da una catena montuosa.
Una sorta di anello permette di percorrerla a piedi in meno
di tre ore.

Tre ore è un lasso temporale sufficiente a consentire un sonno
con ritmo polifasico ultradiano, che alterna le ore di veglia
a brevi momenti di sonno, permettendo così un maggiore
impiego delle facoltà intellettuali. Pur vantandone i benefici,
pare non fosse mai riuscito ad attuarlo. Non c’è dubbio che il
sonno assumesse una certa importanza. Ai sogni, invece, non
attribuiva grande significato, o così dava a intendere. Tuttavia
è proprio il volo uno dei sogni ricorrenti negli adulti, a diffe-
renza di quanto accade per i bambini che spesso sognano di
fare l’astronauta.

Al centro della valle si estende una radura. L’anello, a ridosso
dei pendii, è invece ricoperto da una folta presenza di fag-
gi che coprono la parte bassa di ciascun versante. Soltanto a
metà percorso, nel cuneo in cui si chiude la radura, la faggeta
si interrompe e compare un fontanile in pietra. Rivolgendo
in alto lo sguardo, il volo planato in cerchio testimonia la
presenza di rapaci sulle vette che sovrastano la valle.

Dal 1961 è il volo spaziale ad occupare il primo posto nell’im-
maginario aereo collettivo.

 

 

 

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Giulio Marzaioli (Roma, 1972), ha pubblicato arredo Metropolitano, La Camera Verde; In re ipsa, Anterem Edizioni; Quadranti, Oedipus Editore, – Mix Editions (Paris); Appunti del non vero, Zona; La stanza – opera in versi sulla filmografia di A. Tarkovskij, La Camera Verde; Figure di reato, La Camera Verde; Trittici, Edizioni d’if; Suburra, Perrone Editore; Cavare marmo, volume fotografico – La Camera Verde; Moduli di prima fase, La Camera Verde; La concia, volume fotografico – La Camera verde; Voci di seconda fase, ChapBook-Arcipelago Edizioni; Quattro fasi, La Camera Verde. Maggiori informazioni sull’autore QUI

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L’immagine di copertina è una tavola di Pier Mario Marzaioli tratta dal libro.