Dopo la richiesta di sciopero generale, Argo invita a sostenere i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la salute e la sicurezza.

#Immobilitiamoci. Contro i ricatti di #Covidindustria, vogliamo esprimere piena solidarietà e sostegno alla lotta degli operatori sanitari, degli operai delle fabbriche e degli impiegati nel settore agro-alimentare e dei servizi, costretti a lavorare, nell’indifferenza generale, senza le più elementari condizioni di sicurezza, privati delle tutele igienico-sanitarie necessarie ad affrontare l’epidemia in corso (nessun presidio sanitario sul posto di lavoro, nessun tampone, pochissime mascherine protettive e guanti).

Nonostante le ripetute, ma ancora inascoltate, denunce da parte dei sindacati di ogni categoria e dei singoli lavoratori, ad oggi 25 marzo, oltre un mese dopo il primo caso accertato di Coronavirus in Italia, sono ancora 12 milioni i lavoratori costretti a recarsi sul posto di lavoro ogni giorno, nella stragrande maggioranza dei casi in settori assolutamente non strategici e inessenziali, come ad esempio i call center (domenica un precario di 34 anni è morto) e il comparto delle assicurazioni e delle consulenze finanziarie. Famigerato oramai il comma “d” dell’ultimo DCPM:

«Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1 (…) previa comunicazione al Prefetto della provincia».

In pratica, ogni azienda può rimanere aperta!
Questi lavoratori continuano ad ammalarsi, ad infettare i propri compagni di lavoro e famigliari (anche anziani genitori che vivono in casa con loro), a spostarsi per raggiungere il posto di lavoro, ammassandosi, negli orari di punta, nelle metropolitane e sugli autobus delle nostre città, in particolar modo in Lombardia, dove più alta è la concentrazione di industrie e dove la situazione dei contagi è ancora drammaticamente grave. Come sia possibile arrestare il flusso di un’epidemia in questo modo, resta tuttora un mistero.

Riteniamo inoltre totalmente insufficienti e inadeguate le misure, adottate ancora dal governo nel decreto Cura Italia, destinate alle piccole imprese, ai precari, agli autonomi e alle partite IVA, agli stagionali che operano in agricoltura e nel turismo, ai lavoratori della cultura, della conoscenza e dello spettacolo, e a tutte le categorie svantaggiate, tra cui anche i lavoratori “in nero”, e tutti coloro che hanno perso, o perderanno a breve, il lavoro, disastro annunciato, questo sì riconducibile al modello-Italia, cui oramai siamo tristemente abituati.

Altresì ancora nessuna soluzione è stata immaginata dal governo a tutela e salvaguardia dei carcerati, dei richiedenti asilo, dei profughi di guerra e dei sans-papier richiusi nei Centri di detenzione temporanea sul suolo italiano, degli homeless, delle famiglie con malati psichici e disabili a carico, di tutte le categorie di svantaggiati e disagiati, delle donne, oggi più di prima, vittime di violenza domestica.

Come sia possibile arrestare il flusso di un’epidemia in questo modo, resta tuttora un mistero.

Isolati nelle nostre case, distanti ma uniti scioperiamo al fianco dei più deboli contro i ricatti di #Covidindustria, generando un’esperienza inedita di sciopero domestico, di sciopero a distanza, di #homestrike! Creiamo un fronte comune per salvare vite umane, a salvaguardia della salute pubblica, della Costituzione, dei diritti umani e dei lavoratori oggi più che mai in pericolo. Incrociamo le braccia e le menti, uniamo sogni e desideri e rivolgiamoli all’agire pratico e comune, al fine di ripensare e generare nuovi modelli di economia circolare e sostenibile, nuove pratiche di solidarietà, di vicinato, di mutuo soccorso! Immobilitiamoci, costretti all’immobilità e ripensiamoci, ripensiamo il nostro stare-al-mondo, elaboriamo nuove pratiche dell’abitare, di riconoscimento dell’altro e dell’alterità, come unica via d’uscita dal turbine violento del turbocapitalismo avanzato, delle politiche di austerity, chiusura di frontiere e di controllo, dalle nuove correnti, sempre più forti, nazionaliste e sovraniste, legate a filo diretto all’abominio dell’Alt-right statunitense, fondato sulla supremazia bianca, sul razzismo, e sulla paura!
Nulla sarà più come prima.
Nessuna normalità cui ritornare.
Nessuno sarà lasciato più solo.