Jack Hirschman incontra gli argonauti, e viceversa (di Locusta Computazionale, 2009)

jack-hirschman-150x150 Il posto è da mozzare il fiato.

L’autore da ascoltare è Jack Hirschman, un monumento della poesia beat, invitato dalla Cooperativa Sociale Azalea a dialogare con Deborah Koopermann, musicista newyorkese da tempo di casa a Verona.

Ore 18 pomeriggio assolato, caldo. Ci accoglie Villa della Torre, di proprietà della famiglia Allegrini, in piena Valpolicella.

villa-della-torre-fumane-vr-150x150La struttura è magnifica, titanica nei dettagli e misurata nel complesso, armonizzata con le linee collinari, con un velo di esoterismo che ne fa uno spazio misterioso, raccolto, piacevole. Mura perimetrali e all’interno ulivi e prati erbosi, poi un cortile che sa di nobiltà secentesca e di lavoro, di carri carichi d’uva dalle campagne e lampade ad olio, terra e cultura. Più in là ancora un altro prato dove vorrei correre come un cavallo in un torneo e oltre il muro di cinta il vino della Valpolicella, la sintesi.

Hirschman, che ha regalato ad Argo XV uno dei suoi arcani ispirato alla vergognosa e oscena questione della malaspazzatura italica, arriva accompagnato da un codazzo di autorità locali e sostenitori della cooperativa Azalea. In due ore declama con voce robusta le sue poesie che risuonano nelle ampie stanze del palazzo. Ha voce davvero tonante, profonda e grossa, questo poeta.

Applausi, qualche domanda. Fuori una primavera ormai palpabile, radicata, riempie di profumi anche le dita.

Ma prima di andare via facciamo due parole con Hirschman. Ricorda Valerio, si dice molto contento di essere su Argo, vorrebbbe la mia copia di Oscenità, ma gli dico che gliene spediremo una al suo indirizzo preferito. Sorride. Disponibile.

Gli guardo gli occhi. Sono biglie di tempo.

L’ultimo dei beat è energico. Ci confessa il suo interesse per Pier Paolo Pasolini. “il più grande poeta dopo Dante, di gran lunga superiore a Leopardi”. Ci ricorda le tre “P”: Passione Provocazione Profezia.

Ecco, Pasolini.

Parla da un tempo altro di questo mondo.

Ecco sì, un poeta.

Lc