ARGO
https://www.argonline.it/jan-noble-e-larte-di-rendere-viva-la-poesia/
Export date: Mon Apr 22 0:58:04 2019 / +0000 GMT

Jan Noble e l'arte di rendere viva la poesia




"My name is Swan" è la poesia che prende voce, Jan Noble è colui che la porta anche in Italia


Per comprenderla realmente, una poesia deve essere udita. La sua forma è contenuta nella sua musica. L'integrità della sua architettura giace nel suo ritmo. Leggere una poesia sulla pagina vuol dire raccogliere vecchie ossa. La poesia è una forma d'arte che vive e che respira.

C'è stata una faida di lunga data nel Regno Unito fra i partitari della poesia su pagina e fra coloro che praticavano la poesia recitata. La poesia su pagina è stata tradizionalmente la riserva delle accademie; la poesia deve essere studiata, analizzata e attentamente considerata. La poesia recitata ad altra voce è progettata per essere immediata, vibrante, chiara. I poeti “su pagina” affermerebbero che la poesia recitata è cruda e senza sostanza, mentre i poeti “di recitazione” risponderebbero che la maggior parte dei libri di poesia pubblicati sono indecifrabili ed elitisti. L'argomento si focalizza sempre attorno al significato; su quanto chiaro sia il messaggio o su quanto esso sia intelligentemente nascosto. La musicalità, il suono del linguaggio, sono spesso dimenticati o addirittura destituiti da entrambi i campi per ridursi a semplici decorazioni, eccedenti al requisito.

Con “My Name Is Swan” ho voluto creare un lavoro che restituisse il linguaggio all'udito. Un lamento cittadino sulla tradizione di “Howl” di Ginsberg e di “The Waste Land” di T.S. Eliot. Sono passati trent'anni da quando Tony Harrison ha distribuito il suo coro sul Thacher's Britain nel proprio poema epico “V” (trent'anni anche separano “The Waste Land” e “Howl”) e con analoghe divisioni politiche e disparità sociali cresceva un'aria rabbiosa che stava montando, non su 'questa preziosa pietra incastonata in un mare d'argento', ma attraverso questa roccia bagnata ed arenata nell'Atlantico. In questo vortice di voci contraddittorie e pianti disperati c'era una poesia.

La forma più eloquente di rabbia è spesso salvata per il sé, e io ho scelto un personaggio che esprimesse entrambi i suoi fieri e spesso pomposi sentimenti esteriormente, ma che, da solo, sarebbe lasciato a covare la sua perdita e lo squallore del tuo intorno. Il cigno, un simbolo dell'inglese riservato, ma, sotto minaccia, possiede una viscosità rapida e sibilante, sentita come la perfetta “persona” antropomorfica per fissare queste voci.

Ma in quale luogo un poema epico di quindici minuti trova un'ambientazione appropriata? Ho deciso di impostala come un monologo in un pub Londinese, sulle rive del Tamigi, che porta il nome di “The Swan”. Ne possiamo trovare una ventina di questi. Accompagnato dal filmmaker Adam Carr ho preso “My Name is Swan” per conoscere il pubblico che ha dato voce alla poesia: bevitori solitari, folle turbolente, banchieri e costruttori. La poesia in sé è cambiata ad ogni lettura così come è cambiato l'intento originale del filmmaker di documentare semplicemente le performance dal vivo. Nel nostro viaggio sul fiume, la telecamera ha catturato una visione di Londra che Swan, il personaggio in poesia, ha abitato lui stesso. Una colonna sonora composta e suonata da Samuel Kilcoyne e Takatsuna Mukai, due musicisti stanziatisi a Londra, è intessuta intorno alle parole e il poema è pubblicato come un film.

Jan Noble

(Traduzione Marina De Simone)

 


To truly understand a poem it must be heard. Its shape is contained in its music. The integrity of its architecture reliant on its rhythm. To read a poem on the page is to pick over old bones. Poetry is a living, breathing art form. 

 There has been a longstanding feud in the UK between between the practitioners of ‘page poetry' and ‘performance poetry'. Poetry on the page has traditionally been the reserve of the academies; poetry to be studied, analysed and carefully considered. Poetry performed out loud is designed to be immediate, vibrant, clear. Page poets would argue that performance poetry is crude and without craft, while performance poets will contend that most book published poetry is indecipherable and elitist. The argument always centres around meaning; about how clear the message is or how cleverly it is hidden. Yet the music, the sound of language, is often forgotten or even dismissed by both camps as decoration, surplus to requirement.

 With ‘My Name Is Swan' I was wanted to create a work that returned language to the ear. A city lament in the tradition of Ginsberg's ‘Howl' and T.S. Eliot's ‘Waste Land'. It has been thirty years since Tony Harrison delivered his chorus on Thatcher's Britain in his epic poem ‘V' (thirty years also separates ‘The Waste Land' and ‘Howl') and with similar political divisions and social disparity growing an angry air was gathering, not over 'this precious stone set in a silver sea' but across this wet rock stranded in the Atlantic. In that swirl of contradictory voices and desperate cries there was a poem. 

 The most eloquent form of anger is often saved for the self, directed inward, and I chose a character who would both express his proud and often pompous sentiments outwardly but who would, alone, be left to brood on his loss and the squalor of his surroundings. The swan, a symbol of reserved Englishness, yet, under threat, posseses a quick and hissing viscousness, felt like the perfect anthropomorphic ‘persona' to attach these voices to.

 But where does a fifteen minute epic poem find an appropriate setting? I decided to tour it as a monologue in London pubs, along the Thames, that bore the name ‘The Swan'. We found twenty of them. Accompanied by filmmaker Adam Carr I took ‘My Name Is Swan' to meet the audience that had given the poem a voice: solitary drinkers, rowdy crowds, bankers and builders. The poem itself changed with every reading as did the filmmaker's original intent to simply document the live performances. In our journey up river the camera captured a view of London that Swan, the character in poem, himself inhabited. A soundtrack, composed and performed by Samuel Kilcoyne and Takatsuna Mukai, two London based musicians, is woven around the words and the poem is published as a film.

 

Jan Noble

 

Jan Noble sarà in Italia per la performance di ‘My Name Is Swan' e altre poesie in queste occasioni:


 



15 Novembre, 09:00h

Bookcity Milano

Università degli Studi di Milano 

Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere 

Piazza S. Alessandro 1

Milano

 

 

15 Novembre, 19:00h

Open

Viale Monte Nero 6, 

Milano

 

19 Novembre, 19:00h

Delight Academy 

[con Claudio Damiani]

Marta Ray Travel Book Bar

Borgo Pio 192/193 

Roma

 

**********


 

MY NAME IS SWAN | Clip di assaggio dall'intero video, con live reading (3 Mins)

 

https://vimeo.com/196363622

 

MY NAME IS SWAN | IL MIO NOME È SWAN

 

My name is Swan

King of effortless rivers

Mercenary of the estuary 

 

Duke of beaks

Holder of throats

Lord of the white feather 

 

This is my manor.

A safe seat snug among boroughs

cast out on the periphery 

 

my ministry, hissing 

on the slippery edges.

I am pimp of the tributaries 

 

bypasses and feeder lanes

a dealer at dusk gliding in low 

over the business parks and reservoirs

 

my logo silhouetted 

on shopping centres, in retail outlets

on banners, masts and letterheads

 

my name stencilled

sprayed, taken in vain 

chanted again and again 

 

in the vacant precinct

in the swept though pedestrian zone. 

There is cursing 

 

in the empty carriage, blaspheming 

in the half sold-out arena

there is profanity

 

bland, blunt and abundant

unsettling the sparse congregation

practising obedience 

 

under charitable roofs 

in strip lit community halls

in back rooms decorated by committee

 

where membership is free

where car parking is adequate

where donations are accepted

 

where I know I'm not wanted.

This is where I belong

the stretch on which I was born

 

I call out across the water

blow my horn -

My name is Swan! 

 

But there is silence.

For all that neck 

I am voiceless, speechless, dumb

 

here without ticket or number

but tagged, labelled 

clearly marked, one of many 

 

at the night game, one of many 

fit for the long queue

one of many ready to fly out 

 

to the sound of breaking glass

to the tune of busy sirens 

to the boom of a white wing beating.

 

[more]

 



(prima parte)

 

Il mio nome è Swan

Re delle acque calme

Mercenario dell'estuario

 

Duca dei becchi

Tenutario di colli

Signore della penna bianca

 

Questa è la mia tenuta.

La mia poltrona sicura tra i borghi

scaraventati nelle periferie

 

il mio ministero, sibilando

sui bordi scivolosi.

Sono il ruffiano degli affluenti

 

Delle statali, delle corsie

uno spacciatore che scende planando al crepuscolo

su complessi di uffici e bacini artificiali

 

la mia sagoma si profila

nei centri commerciali, nei negozi

su insegne, aste e carta intestata

 

il mio nome scritto a stencil

con lo spray, nominato invano

decantato ancora e ancora

 

nell'appezzamento vuoto

nella zona pedonale spazzata.

ci sono maledizioni

 

nella carrozza deserta, bestemmie

nel palasport pieno per metà

c'è profanità

 

blanda, becera e in abbondanza

che disturba la congrega sparuta

praticante obbedienza

 

sotto tetti caritatevoli

in sale comunali mal illuminate

nelle stanze sul retro decorate a maggioranza

 

dove l'iscrizione è gratuita

dove il parcheggio è adeguato

dove si accettano donazioni

 

dove so che non mi vogliono.

È a tutto questo che appartengo

il tratto in cui sono nato

 

il mio grido attraversa le acque

me la canto e me la suono.

Il mio nome è Swan!

 

Ma c'è silenzio.

Pur con tanto collo

Sono senza voce, senza parole, muto

 

qui, senza biglietto o numero,

eppure bollato, etichettato

chiaramente marchiato, uno dei tanti

 

alla partita notturna, uno dei tanti

avvezzo a stare in coda

uno dei tanti pronti a volare via

 

al rumore del vetro infranto

al suono delle sirene spiegate

al rombo di un batter d'ali bianche.

 

Trad. Clelia Verde (con Luigi Socci e Francesca Gironi)

 

 

 
Post date: 2018-11-12 13:01:08
Post date GMT: 2018-11-12 12:01:08

Post modified date: 2018-11-12 15:52:51
Post modified date GMT: 2018-11-12 14:52:51

Export date: Mon Apr 22 0:58:04 2019 / +0000 GMT
This page was exported from ARGO [ https://www.argonline.it ]
Export of Post and Page has been powered by [ Universal Post Manager ] plugin from www.ProfProjects.com