Cosa. ArgoTV

Iniziamo le trasmissioni di ArgoTV con Katastrofi Stati di eccezione televisibili, invitando poeti, artisti e attivisti a raccontare la pandemia da Covid19 in modo non consolatorio. Partiamo questo mercoledì 15 aprile, alle ore 18, in diretta qui, su Argonline.it, sul nostro canale YouTube e su lellovoce.it.

Con noi avremo i poeti Gabriele Frasca, Andrea Inglese, Franca Mancinelli, Gilda Policastro e Luigi Socci per discutere di come la mutazione della realtà possa o debba mutare i canali di comunicazione, i temi ed ovviamente la forma di espressione più antica, quella tramite cui gli uomini, per la prima volta, si diedero delle leggi e rivendicarono dei diritti: la poesia. Condurranno Valerio Cuccaroni e Lello Voce.

Alla tv delle parole si alterneranno, grazie alla regia, i linguaggi contemporanei dell’audiovisivo. Dalla redazione sarà garantita l’interazione con il pubblico, per questo esperimento di webtv libera, non allineata, critica.

L’esperimento, ideato da Cuccaroni e Voce per ArgoTV in collaborazione con AutoAnalfabeta University of Utopia, è coordinato da Andrea Capodimonte, alla segreteria di redazione Annalisa Prestianni e Wissal Houbabi, alle grafiche Francesca Torelli, addetta stampa Valeria Memè, in regia Giulia Coralli e Corrad Foffi. Grazie a Natalia Paci. Teneteci d’occhio su Facebook, Instagram e Twitter per restare aggiornati.


Come. Diventare televisibili

Per l’ideazione e la realizzazione della webtv seguiamo, così come già per la rivista e per i libri, l’approccio analitico all’industria culturale proprio della teoria critica elaborata dalla Scuola di Francoforte alla fine degli anni ’30 del Novecento e confluita nella Dialettica dell’Illuminismo (1947, postumo), approccio fatto proprio, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, dalla corrente del New look, con gli studi sul ruolo giocato dai mass media nella costruzione delle immagini di realtà.

La teorica critica e le teorie del New look furono elaborate in una fase antecedente all‘avvento di Internet, in un sistema mass mediatico dominato prima dalla radio e dal cinema poi dalla TV analogica. Il sistema si è evoluto con l’avvento di Internet, che ha favorito lo sviluppo dell’audience attiva, l’interazione e la personalizzazione dell’esperienza mediatica, ma non è mutato del tutto dato che il 91.1% degli Italiani guarda ancora la TV e il 79,8% quasi tutti i giorni (dati Istat).

Creare una webtv implica per noi un confronto serrato con il medium televisivo e con i suoi effetti sociali. Dall’inizio della quarante il consenso nei confronti del presidente del consiglio Giuseppe Conte, secondo i sondaggi riportati dai quotidiani, è salito del 15% arrivando al 57%. Questo incremento è paradossale se si tiene conto che sono morte 20 mila persone anche a causa della mancata dotazione massiva dei dispositivi sanitari e dei tamponi, se consideriamo che le previsioni per l’economia sono catastrofiche, che il governo italiano non è riuscito a imporre gli eurobond e che non c’è un piano per ripartire. È evidente che i contenuti diffusi dal mezzo televisivo, secondo quanto previsto dalla teoria della coltivazione di George Gerbner, abbiano saturato l’immaginario e il sistema di credenze degli spettatori, producendo immagini falsate della realtà alla #tuttoandràbene (113.5k Posts su Instagram, alle ore 17.29 14/4/2020) se #iorestoacasa (hashtag lanciato dal presidente Conte l’8 marzo, 2.7 mln Posts su Instagram, alle ore 17.29 14/4/2020). L’aumento dei consensi nei confronti di Conte sarebbe inspiegabile se la televisione non mantenesse il suo ruolo dominante nel modellamento della società contemporanea. Grazie alla sua capacità di porsi come narratore pressoché esclusivo, la tv continua a creare il mondo simbolico del contesto quotidiano e quindi coltiva la nostra percezione della realtà. Per questo abbiamo deciso di presentare KatÀstrofi sui social network con una parodia delle conferenze del presidente del consiglio.

Con ArgoTV intendiamo spezzare la spirale del silenzio, il circolo vizioso che, secondo Noelle-Neumann, si determina quando l’individuo rinuncia al proprio punto di vista e sposa quello veicolato dai media, dopo aver riconosciuto una discrepanza tra la propria opinione e quella dominante diffusa dai mass media.

ArgoTV intende restituire ai soggetti, anche nella catastrofe, la capacità selettiva, mantenendo attive le divergenze e non conformando atteggiamenti e comportamenti.

Per non pensare quello che si suppone gli altri pensino
ma per pensare con la propria testa e agire di conseguenza.