KatÀstrofi – Stati di eccezione televisibili è una trasmissione di WebTV dedicata alla poesia, alla letteratura e alle arti in genere presentata da Argo TV e Autoanalfabeta University of Utopia ed ideata da Lello Voce e Valerio Cuccaroni che andrà in onda da oggi pomeriggio alle 18:00

La trasmissione in diretta verrà inserita qui di seguito:

Gli ospiti di questa puntata saranno Gabriele Frasca, Andrea Inglese, Franca Mancinelli, Gilda Policastro e Luigi Socci. Si confronteranno sul tema “La poesia non ci consola dalla peste”.

Ospiti della puntata

 

Gabriele Frasca (Napoli 1957) è poeta, narratore, traduttore, drammaturgo e saggista. Le sue raccolte di versi sono: Rame (Corpo 10, 1984), Lime (Einaudi, 1995), Rive (Einaudi, 2001), Prime. Poesie scelte 1977-2007 (Luca Sossella, 2007), Rimi (Einaudi, 2013) e Lame. Rame + Lime seguite da Quarantena e Versi rispersi (L’Orma, 2016). Col gruppo dei ResiDante ha pubblicato il cd Il fronte interno (Luca Sossella, 2003) e il dvd Nei molti mondi (Luca Sossella, 2014). Collabora dagli anni Novanta con Roberto Paci Dalò, con cui ha dato vita a spettacoli teatrali e a una lunga serie di eventi performativi. Fra le sue altre opere ricordiamo il romanzo Dai cancelli d’acciaio (Lusa Sossella, 2011) e il saggio La letteratura nel reticolo mediale. La lettera che muore (Luca Sossella, 2015). Sta curando il Meridiano dedicato a Samuel Beckett.

 

 

Gilda Policastro è studiosa di Letteratura italiana, scrittrice e critica letteraria. Cura la “Bottega della poesia”, rubrica settimanale del quotidiano «La Repubblica» ed è redattrice del sito «Le parole e le cose». Dal 2016 insegna Poesia presso la scuola di scrittura “Molly Bloom” (con sedi a Roma e Milano) e dal 2019 tiene seminari di Letteratura e Diritto presso l’Università Luiss di Roma. Ha pubblicato i romanzi Il farmaco (Fandango 2010), Sotto (Fandango, 2013), Cella (Marsilio 2015); i libri di poesia Non come vita (Aragno 2013), Inattuali (Transeuropa 2016), Esercizi di vita pratica (Prufrock spa) e saggi tra cui la monografia su Sanguineti (Palumbo 2009) e Polemiche letterarie dai Novissimi ai lit-blog (Carocci, 2012). Di prossima pubblicazione un libro sulla poesia contemporanea e il nuovo romanzo.

 

 

Franca Mancinelli è autrice dei libri di poesia Mala kruna (Manni, 2007), Pasta madre (con una nota di Milo De Angelis, Nino Aragno, 2013), Libretto di transito (Amos Edizioni, 2018), uscito nello stesso anno con traduzione inglese di John Taylor, con il titolo The Little Book of Passage (The Bitter Oleander Press, Fayetteville, New York). Una silloge di suoi testi è compresa in Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi, 2012) e con introduzione di Antonella Anedda, nel Tredicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2017). Ha partecipato ad alcuni progetti internazionali, tra cui di recente Chair Poet in Residence (Calcutta, 2019). Dal progetto Refest – Images and Words on Refugee Routes (2018) è nato Taccuino croato, ora in Come tradurre la neve (AnimaMundi Edizioni, 2019). Nel 2019 è uscito, con traduzione inglese di John Taylor, un volume che raccoglie i suoi primi due libri e alcuni inediti, At an Hour’s Sleep from Here. Poems 2007-2019, (The Bitter Oleander Press). Il suo nuovo libro di poesie, Tutti gli occhi che ho aperto, è in uscita per Marcos y Marcos nel 2020.

 

 

Luigi Socci è nato ad Ancona, dove vive, nel 1966. Agente di commercio, versificatore part-time, performer confessional e (ri)animatore poetico ha pubblicato “Regie senza films” (Elliot, 2020), “Prevenzioni del tempo” (Premio Ciampi Valigie Rosse, 2017), “Il rovescio del dolore” (Italic Pequod 2013, Premio Metauro e Premio Tirinnanzi-Città di Legnano), “Freddo da palco” (d’if, 2009) ed è presente nelle antologie “Samiszdat” (Castelvecchi, 2005) e “VIII Quaderno italiano di poesia contemporanea” (Marcos y Marcos, 2004). Imminente l’uscita del nuovo libro per l’editore Elliot dal titolo “Regie senza films”. Scrive di teatro per Il Messaggero e Il Resto del Carlino. È nella redazione del lit-blog “Le parole e le cose” ed è direttore artistico del festival di poesia “La Punta della Lingua” e dell’omonima collana per l’editore Italic Pequod.

 

 

Andrea Inglese, originario di Milano, vive a Parigi. È scrittore e traduttore. Ha pubblicato libri di poesia, saggi e prose. Tra le ultime pubblicazioni, il romanzo Parigi è un desiderio (Ponte Alle Grazie 2016), il libro di prose Ollivud (Prufrock spa, 2018) e la raccolta di saggi militanti La civiltà idiota (Valigie Rosse, 2018). Nel 2020 è uscito in traduzione francese il prosimetro Mes adieux à Andromède per la casa editrice art&fiction. È uno dei membri fondatori del blog letterario Nazione Indiana e il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini.

 

Sigla di KatÀstrofi – Stati di eccezione televisibili

 

Poesia consolatoria?

La poesia ci soccorre, nel momento del dolore e del panico, per consolarci e confortarci. Insomma per intrattenerci, per tenerci fermi dove siamo, fino a che tutto sia passato, tornando ad essere come era prima, pronto ad incubare una nuova catastrofe, un nuovo stato di eccezione. Ma è davvero questa la funzione che la poesia e i poeti dovrebbero svolgere, pur nella loro assoluta ‘irrilevanza’ economica, politica e sociale?

Abbiamo rivolto questa domanda ai nostri lettori sui social network. Diverse sono state le risposte, che riportiamo di seguito:

  • Louis D’Alessio:Qual è? Farci capire di questo tempo, unico e episodico. Riscuotere parole come Attesa, Silenzio, valore della Costrizione, Sogno e Realtà. Anziché leggere le loro poesie scritte intorno all’ombelico. Insopportabili!
  • Antonio Vittorio Guarino: L’onfalo Psichismo, o la pratica di guardarsi l’ombelico, è una caratteristica non ascrivibile al singolo poeta, ma al suo tempo. Bisognerebbe tuttavia distinguere, come per il fenomeno del narcisismo o dell’autoreferenzialità, tra l’onfalo psichismo compiaciuto e non stigmatizzato di chi ha ruolo dominante nell’ambito culturale ed editoriale, e chi invece si trova ai margini di questo sistema, ed è dunque costretto ad una autoreferenzialità di reazione e per certi versi di resistenza. Scusate il messaggio forse troppo lungo, ma penso che qualsiasi discorso sulla poesia prima ancora della forma e dei contenuti debba cominciare da una analisi quasi materialista dei rapporti di forza del mondo che si vuole prendere come oggetto di riflessione e studio.
    Se mi è consentito ancora intervenire, penso che la funzione del poeta la si possa scoprire solo in maniera postuma, esattamente come una profezia è veramente tale solo se confermata dall’evento predetto.Interrogarsi sul ruolo del poeta, potrebbe significare interrogarsi sul ruolo del mondo editoriale (cioè su chi di fatto fa di uno scrivente un autore), sui trend che vanno, e su quelli che andranno dopo questa crisi.Il filone moral-eco-mistico della decrescita, che già c’era, probabilmente vivrà il suo apice; accanto a questo probabilmente continuerà a fiorire la fabbrica degli “enfant prodige” (non so gli altri ma a me sembra che in Italia per avere un riscontro editoriale si debba tra i vari prerequisiti avere quello di una età anagrafica bassa, cosa che è”curiosamente” affine ai parametri per avere successo nel mondo del lavoro).
  • Lidia Bodriti Quando leggo una poesia,lo faccio solo per piacere.Raramente per consolarmi o confortarmi.Ma dopo mi sento molto bene.
  • Piera Bevolo Per me la poesia ha il senso contrario. Mi serve ad allontanarmi da un quotidiano troppo prosaico e difficile, per sentirmi trasportata in un altrove di bellezza, di speranza.
  • Giuliano Perezzani La poesia è quella cosa che serve alla vita per essere più interessante della poesia” (non ricordo l’autore)
  • Anna Rosa Costantino Per me e’catartica.
  • RENZOSCRIVE: QUELLO CHE è PER ME L’HO SCRITTO DIVERSE VOLTE NEI MIEI POST E IN POCHE PAROLE : E’ IMPEGNO NATURALE, UMANO E CIVILE, IN UN IL FILTRO CHE SEI TU, CON LE TUE CAPACITà E PERCETTIVITà INTERPRETATIVE DERIVANTI DA ESPERIENZE DI VITA,  A COAGULARE, RIUNIRE, UN SENTIMENTO CHE PUò ESSERE DI GIOIA DI FELICITà COME DI TRISTEZZA E O RABBIA ESPRESSIVA
    CHE APPARTIENE A I VIVENTI NEL PERCORSO DELLA VITA. PASSIONE E ARDORE DI VOLERLA ALLA TUA MISURA E CH E NON TI MANCHI NELLA BELLEZZA IL CORAGGIO DI PAGARE E VIVERE E VIVERLA. SENTIRE LA NECESSITA DI DIRLO AI SIMILI CHE SENTI COME FORZA DENTRO TE TESTESSO, URGENTE COME SINTESI UMANA, COME ESTENSIONE E NECESSITà UMANA. QUESTO E PIù SU QUESTA STRADA AMICI MIEI… COL CUORE E :rose:SENZA COMPIACIMENTO E BORIA DI SE STESSI E SUL MONDO.:rose::heart_eyes:

 

Sitografia della puntata

Crediti

Curatori: Valerio Cuccaroni e Lello Voce

Regia di Corrado Foffi e Giulia Coralli

Produzione: Andrea Capodimonte

Segreteria di redazione: Annalisa Prestianni, Wissal Houbabi

Social-Network: Annalisa Prestianni

Ufficio Stampa: Valeria Memè

Musiche originali di Frank Nemola e Loris Cericola

Grafica: Francesca Torelli

Sigla di Corrado Foffi

PJ set di Luigi Socci. Montaggio: Emanuele Mochi. Testi: Nanni Balestrini, da Piccola lode al pubblico della poesia (in Le avventure della signorina Richmond, libro IV, Il pubblico del labirinto).

Si ringraziano inoltre Natalia Paci e Giacomo Alessandrini