Regia: Greta Gerwig
Genere: commedia drammatica
Durata: 94 min. 
Cast: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothee Chalamet
Paese: USA
Anno: 2017

Christine, meglio nota come Lady Bird, è una ragazzina diciassettenne che frequenta un liceo cattolico di Sacramento. Abita “dalla parte sbagliata  dei binari”, sognando di vivere in una grande casa blu sita nel quartiere ricco della città californiana, arrivando a sfiorare il cielo con un dito quando si fidanza con il nipote della proprietaria di casa, conosciuto ad una recita teatrale di cui non sapeva nemmeno l’esistenza.

I suoi sogni vanno in frantumi quando scopre che il ragazzo è omosessuale, dovendo tornare cupamente a casa dalla sua famiglia disfunzionale, tra un padre depresso e disoccupato, un fratello messicano e emotivo nonché una madre rigida e rabbiosa. Se il suo piccolo sogno è la casa blu, il suo grande desiderio è andare al college a New York, a discapito delle evidenti ristrettezze economiche della famiglia e dei suoi scarsi risultati liceali. Tra scelte sentimentali sbagliate, amiche perdute e poi ritrovate, e un rapporto sempre più conflittuale con la madre, Lady Bird dovrà inghiottire molte mele avvelenate prima di approdare finalmente alla Grande Mela, per poi vomitarle tutte.

Nella sua prima grande prova da regista, Greta Gerwig ha sfoderato una regia che non è passata certo inosservata allo sguardo spesso distratto della critica hollywoodiana. Nonostante i maligni sussurrino che la sua inaspettata candidatura agli Oscar sia avvenuta sull’onda del movimento femminista #metoo, essendo la quinta donna della storia ad essere candidata come miglior regista, non si può non dare merito a un film che ha stabilito sul noto sito Rotten Tomatoes il nuovo record del più alto numero di recensioni completamente positive.

Il punto di forza ruota tutto attorno al conflittuale rapporto madre-figlia e alle incomprensioni genitoriali che quasi tutti noi abbiamo avuto modo di sperimentare. Christine è una ragazza che non accetta il suo ruolo, che chiede e che vuole sempre di più, tanto da lanciarsi da una macchina in corsa dopo un’accesa discussione con la madre riguardante il suo futuro. Per Laurie Metcalf, una signora che ha dovuto vedersela col piccolo Sheldon Cooper, non sembrerebbe un’impresa così ardua gestire una giovane in piena crisi adolescenziale; tutto vero, se non fosse intrappolata in una vita insostenibile con un marito disoccupato e depresso, un figlio laureato e sottomansionato e un doppio turno lavorativo in un ospedale che le toglie ogni empatia. Sa che la vita è dura, sa quanto fa male levarsi nell’empireo, fantasticare, per poi schiantarsi al suolo come un uccello ferito.

Sua figlia non lo capisce e non lo vuole capire, non impara dagli errori, non ritorna sui suoi passi, volendosi librare libera nel cielo newyorkese, senza paura di scottarsi; Christine è  un Icaro californiano che non vuole ascoltare i saggi ma cinici consigli di un Dedalo che ha vissuto la vita, imparando che ogni tassello ha il suo posto nel puzzle dell’esistenza umana. Solo la distanza da una costa all’altra porterà le due finalmente a comprendersi, con delle lettere nascoste e un messaggio in segreteria, a segnare le distanze tecnologiche di due generazioni distanti anni luce ma non irraggiungibili.

Naturalmente Lady Bird ha anche le sue piccole crepe: un figlio immigrato letteralmente senza arte né parte che strizza l’occhio alle politiche hollywoodiane antitrumpiane, il fidanzato omosessuale stereotipato e del tutto pleonastico a fini della storia, il turbinio adolescenziale del ragazzo maledetto immortalato nell’immaginario comune italiano dallo Step di Moccia, nonché l’amica bruttina, prima perduta e poi ritrovata, che porta con sé un afrore stantio già respirato in quel vituperato Mean Girls con protagonista Lindsay Lohan.

Glielo perdoniamo. Il muro del rimpianto è così imponente, così forte il pianto della madre che si pente del suo distacco alla partenza della figlia e il risveglio spirituale immortalato da una voce rotta in una segreteria telefonica, che glielo perdoniamo; alla Gerwig possiamo abbonare l’incedere un po’ naif e quel politicamente corretto mascherato da scorretto, come il gesso al braccio che Lady Bird si porta dietro per tutta la durata del film. Il significato è più forte del significante.