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Laura Turci

Laura Turci è nata e vive a Meldola (FC), nel 1971. Suoi versi sono apparsi sulle riviste: «Confini» accompagnata da una nota di A. Brigliadori, «La Ludla», «Tratti» e nell’antologia Poets from Romagna, a cura di G. Bellosi, traduzioni in inglese di A. Bianchi, J. Fortune e S. Silviero, Cinnamon Press, Blenaug Fflestiniog, (U.K.), 2013. Ha esordito con la raccolta Al carvaj, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006. Libro ristampato per gli stessi tipi in edizione accresciuta nel 2013.

 

SABAT

Quant a vegh, e’ sàbat,
al dòni d’una zerta etè
ch’a l’scapa da la paruchira
cun la mesinpiga
e la faza inrusida,
pr’andè a custodì
oman, fiul, vsen, véc,
e int j occ
la strachèzza;
o al furstiri ch’a l’camena
drì i marid a testa basa
e a testa basa nanca da par sé,
u’m ciapa dal volti una tenerezza
e una voja ad pianz ed ad rugiè
par tot al carèzi, al brazedi, i bis
ch’a n’avan avù o putù cmandè,
par la blèzza lasèda int i fos
cunpagna fiur saibedgh
impasì,
sott e’ sol ch’u s’ha carsù
e ch’u s’vleva a testa dretta
e a occ avirt.

SABATO – Quando vedo, il sabato, / le donne di una certa età / che escono dalla parrucchiera / con la messinpiega / e il viso arrossato, / per andare a custodire / uomini, figli, vicini, vecchi, / e negli occhi / la stanchezza; / o le straniere / che camminano dietro ai mariti / a testa bassa / e a testa bassa anche da sole, / mi prende a volte una tenerezza / e una voglia di piangere e di gridare / per tutte le carezze, gli abbracci, i baci / che non abbiamo avuto o potuto chiedere, / per la bellezza lasciata nei fossi / come fiori selvatici / appassiti, / sotto il sole che ci ha cresciute / e che ci voleva a testa alta / e ad occhi aperti.

         

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