Mark Tardi ⥀ Recapitulation in the Wrong Key
Argo propone la traduzione di tre testi del poeta statunitense Mark Tardi, tratte dalla raccolta Recapitulation in the Wrong Key (BlazeVOX [books] 2025), introdotte da una breve nota dell’autore che riflette sulla sua officina poetica
Per me, la poesia accade nella danza fra una forma e un verso d’apertura. Senza una forma, potrei avere tutto il linguaggio del mondo, ma non saprei dove collocare le parole. La forma potrebbe riguardare una singola poesia o una sequenza, proprio come sfogliare le pagine di un progetto. Costantemente metto da parte righe, frammenti, idee e citazioni che ho letto (male), udito (male), ma nessuna di esse ha un luogo dove posarsi finché una forma non emerge nella mia mente. Una volta che riesco a vedere una forma di apertura – influenzato da Emily Dickinson – come una sorta di trampolino può essere usata per una finestra poetica, un edificio, un impianto audio o un mondo. Da quando sono diventato padre qualche anno fa, i contorni delle forme sono diventati più morbidi, forse più gestuali, e le geometrie più domestiche. Con il mio lavoro di traduttore e i miei figli che oscillano nel parlare diverse lingue – inglese e polacco – questa sfumatura di confini, lingue e tempo si è radicata nella mia scrittura.
For me, poetry happens in the dance between a shape and an opening line. Without a shape, I could have all the language in the world, but I wouldn’t know where to put the words. The shape could be for a single poem or a sequence, much like flipping through the pages of an architectural plan. I’m constantly squirreling away lines, fragments, ideas, and quotes I’ve (mis)heard or (mis)read, but none of them have a place to land until a shape emerges in my mind. Once I can see a shape, an opening line – surely influenced by Emily Dickinson – can act like a sort of springboard, which can be used to install a poetic window, a building, a sound system, or a world. Since I became a parent a few years ago, the contours of the shapes have gotten softer, maybe more gestural, and the geometries more domestic. With my work as a translator and my children toggling between languages – English and Polish – this blurring of boundaries, languages, and time has taken root in my writing.
(Mark Tardi)
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From Seven False Starts
Poesia da un verso di Kacper Bartczak
con questa serie di paesaggi
di buon senso non fa per loro
non se ne parla nemmeno
“o la pirodiversità”
è una forma di dissenso la filigrana
in questa serie costretti ad un nuovo
di paesaggi antagonismo
il bok bok bok parassiti marini
di un giro in bicicletta
il marciapiede sollevato riassesta questo paesaggio
. o il buon senso
a lungo concepito
come un’elegia che spoglia la musica
come un binario per i rettili
come una ruota per uccelli
le ombre fuse dal rientro sottile, anomalo
che riparano questa serie
di paesaggi
come alberi che crescono su roccia nuda
sui tetti dove è il buonsenso
una questione di errori
un gusto per le macchine
sulla terra battuta o il pane
. paesaggio assente
al punto che
il cielo non ti diceva più nulla
dove tu ci hai ripensato
tutti i mobili del tempo e delle stagioni
i piccoli fatti le risorse concettuali
scardinati
o smascherati da questa serie di paesaggi
Poem Beginning with a Line by Kacper Bartczak
with this set of landscapes
sanity is out is a piano lost
of the question to Siberia
or pyrodiversity
is a form of dissent the filigree of secret life
in this set forced into a new
of landscapes antagonism
the bok-bok-bok barnacle-close
of a bike ride
the heaved sidewalk resets this landscape
. or this sanity
long understood
as elegy undresses the music
as reptile rail
as bird wheel
the merged shadows subtle erratic reentry
that redress this set
of landscapes
like trees growing out of sheer rock
across rooftops where sanity is
a question of mistakes
a taste for the machinery
clay-courted or the living bread
absent landscapes
the point where
the sky told you nothing
where you divested from
all the furniture of time and weather
the petty facts the conceptual supplies
unhinged
or unmasked by this set of landscapes
⥀
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Poesia da un verso di Aleksandra Byrska
. Sto costruendo un’arca sul bordo del letto
tutta traballante per via dei tuoi dubbi
. il luccichio & la lampreda & il liuto
. eresie intessute di punti interrogativi
come medaglioni con una lingua sporgente
. & dentro una città di porfido rosso
. evitando gli echi di ogni emozione
non così diversa dall’arancia di un matematico
. marna assiomatica sempre perfetta
Poem Beginning with a Line by Aleksandra Byrska
. I’m building an ark on the edge of the bed
all awobble with your doubt
. the luster & the lamprey & the lute
. heresies woven from question marks
like roundels with a projecting tongue
. the city within made of red porphyry
. & skirted echoes of every emotion
not unlike a mathematician’s orange
. the axiomatic marl always perfect
⥀
Poesia scritta partendo da un verso di Nina Manel
come le ore polari condensano il polimero diurno un uomo vestito
la via della cautela trascolora da tango
nella sclerosi mi ha passato un taco
non troppo diverso dal pedale non troppo diverso
di risonanza da un fiume intrecciato
un morso sulla clavicola o la gioia riservata
è più difficile ai giorni di festa
quando si è a cavallo dell’anno liturgico
come Ritz sottratti suscitando interesse
al tuo stesso figlio muovendo solo due passi
Poem Beginning with a Line by Nina Manel
Polar hours bind the polymer day a man dressed
the way caution can shade to tango
into sclerosis handed me a taco
not unlike the damper not unlike
pedal on a piano a braided river
being bitten on the clavicle or the rural zests
is much harder intended for various feasts
while on horseback of the liturgical year
like Ritz crackers you pilfer commanding fascination simply
from your own child by moving thru a room
* A cura di Rossella Renzi, con la collaborazione di Gianluca Rizzo per la traduzione.
Mark Tardi è uno scrittore e traduttore, vincitore del PEN/Heim Translation Grant 2023 e della National Endowment for the Arts Translation Fellowship 2022. Ha pubblicato The Circus of Trust (Dalkey Archive Press, 2017), mentre tra le sue traduzioni si annoverano Viscera: Eight Voices from Poland (Litmus, 2024), Unsovereign di Kacper Bartczak (above/ground, 2024), The Squatters’ Gift di Robert Rybicki (Dalkey Archive Press, 2021) e Faith in Strangers di Katarzyna Szaulińska (Toad Press/Veliz Books, 2021). I suoi scritti e le sue traduzioni più recenti sono apparsi su Poetry, MAYDAY, Conjunctions, Denver Quarterly, New American Writing, Interim, ANMLY, Full Stop e nell’antologia The Experiment Will Not Be Bound (Unbound Edition Press, 2023). È docente presso l’Università di Łódź.
Rossella Renzi
Rossella Renzi, insegnante, saggista, poetessa, ha pubblicato "I giorni dell’acqua" (L’arcolaio 2009), "Il seme del giorno" (L’arcolaio 2015), "Dare il nome alle cose" (Minerva 2018), "Disadorna" (peQuod 2022), "Mani" (peQuod 2025); il saggio "Dire fare sbocciare. Laboratori di poesia a scuola" (Pordenonelegge 2018). Da oltre vent’anni scrive di poesia per riviste, siti e blog di letteratura. È redattrice di «Argo» e di «Poesia del nostro tempo». Per la casa editrice Argolibri dirige la collana “Territori” per cui ha curato i volumi "Immaginaria" (2023), "Sia manifesta la tua voce. Forme di resistenza nella poesia persiana" (2025), "Poesia prima persona plurale" (2025) con Lorenzo Mari e Gianluca Rizzo.
Ha curato, con altri critici, "L'Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie" e numerosi Annuari di poesia. Ha condotto “Novissime, podcast mensile di poesia e letteratura” insieme a Lello Voce. Numerose sono le collaborazioni che ricercano il dialogo tra la poesia e le diverse forme espressive: col percussionista Mirco Mungari lavora al progetto Mousikè techne sulla contaminazione tra parola, percussioni e strumenti etnici; col polistrumentista Paolo Ravaglia lavora al progetto sperimentale ElettroPoesia (https://soundcloud.com/elettropoesia). Ha tenuto corsi, seminari, incontri sulla poesia e laboratori di scrittura creativa. Con l’Associazione Independent Poetry organizza eventi letterari. Si è laureata nel 2003 all’Alma Mater di Bologna col Prof. Alberto Bertoni, scrivendo una tesi su Eugenio Montale e la poesia del secondo Novecento.

