ROMA – Martedi 18 gennaio 2011, dopo un’assemblea organizzativa al Teatro Eliseo, a cui ho partecipato come rappresentante del movimento “Calpestare l’oblio”, assieme ai lavoratori e precari dello spettacolo, ricercatori e studenti, abbiamo occupato il Metropolitan, storico cinema nel cuore di Roma, al grido di “Giù le mani dalla cultura”.

Attori e autori dell’audiovisivo e del teatro, tecnici e maestranze, danzatori e musicisti, insieme a ricercatori e studenti ma anche ai rappresentanti della FIADDA (onlus per i diritti dei non udenti e delle loro famiglie), tutti insieme abbiamo sfilato suonando per le strade della capitale fino a via del Corso, dove siamo entrati nel cinema per proiettare La grande guerrain omaggio a Mario Monicelli, invitando i passanti a entrare e restituendo così al pubblico, almeno per una notte, il  diritto a fruire liberamente dell’arte nel centro della città.
Il cinema Metropolitan, uno dei pochi a proiettare film in lingua originale sottotitolata e dunque a promuovere multiculturalità e a offrire un servizio essenziale ai cittadini non udenti, avrebbe dovuto chiudere i battenti entro metà gennaio per passare dalla proprietà di Berlusconi a uno store di Benetton, ma la chiusura, rinunciando addirittura ai ricchi incassi natalizi, è stata anticipata al 29 dicembre forse presagendo le proteste dei lavoratori e dei residenti.
Il giorno dopo, mercoledì, si è tenuta una conferenza stampa con tutti i movimenti (“Giù le mani dalla cultura”, “Movem09”, noi poeti di “Calpestare l’oblio” e altri), molto affollata, con senatori, giornalisti, costituzionalisti. Di seguito il comunicato stampa diffuso per l’occasione.
«Una settimana di mobilitazione, a Roma dal 24 al 29 gennaio, per convincere il Parlamento a fermare la devastazione che si sta compiendo ai danni del comparto culturale italiano. Reintegrando attraverso il decreto Milleproroghe, in discussione al Senato, il Fondo unico dello spettacolo almeno ai livelli del 2008, il Fondo per l’editoria come previsto dalla Legge di Stabilità, il tax credit e il tax shelter con durata triennale e contestualmente la loro estensione a tutto lo spettacolo dal vivo.
È quanto annunciano i rappresentanti di oltre 50 sigle appartenenti al mondo dell’informazione, dello spettacolo, dell’istruzione e della ricerca che si sono riuniti stamattina in un’affollata conferenza stampa nella sede dell’Fnsi. Al centro della denuncia, oltre agli scriteriati tagli di bilancio operati dal governo che mettono fra l’altro a rischio 95 testate giornalistiche in cooperativa, l’attacco ad alcuni luoghi-simbolo della vita culturale italiana: come lo storico cinema Metropolitan occupato ieri sera a Roma da oltre 200 lavoratori per protestare contro la sua trasformazione nell’ennesima boutique. O come gli studi di Cinecittà che potrebbero presto diventare un mega centro commerciale.
«A rischio, oltre al diritto dei cittadini ad accedere alla cultura e alla conoscenza garantito dalla Costituzione, ci sono centinaia di migliaia di lavoratori, spesso nemmeno riconosciuti, che vedono negata la propria professionalità e il diritto alla sopravvivenza» fa sapere il “Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo”. «È uno smantellamento che prosegue quello già operato durante questa legislatura nei confronti dell’università, della ricerca e della scuola pubblica. Dobbiamo rimettere al centro delle politiche governative un comparto che produce annualmente valore per circa 40 miliardi di euro e che incide per il 2,6% sul Pil».
Il Comitato ha annunciato inoltre la ferma determinazione a organizzare, al di là della settimana programmata, mobilitazioni diversificate e sempre più incisive finché non si otterranno risultati concreti e impegni precisi da parte del governo per un radicale cambio di rotta nelle politiche per la cultura.
Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo
Info: Beppe Gaudino, 3318555932, movem09@gmail.comgaundri@tiscali.it
Ufficio Stampa: Andreina Albano, 3483419402 albano@arci.it

FANNO PARTE DEL COMITATO, TRA GLI ALTRI:
MOVEM09 – Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro
a cui aderiscono:
AFIC -Ass. Festival Italiani Cinematografici; AGIS-lazio ANEC; ANAC- Ass. Nazionale Autori Cinematografici; ANART – Ass. Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali; APTI- Ass, per il teatro Italiano; ARCI ; ARTICOLO 21, liberi di – Ass. giornalisti; ASC – Associazione Scenografi Costumisti Arredatori; ASST- Ass.Sindacale Scrittori Teatro; CEDRAP Centro di Documentazione E Ricerca Sull’arte Pubblica; 100autori – Associazione dell’Autorialità cinetelevisiva; DOC.IT- Ass. Documentaristi Italiani; COMITATO 3 Movimento cinematografico; CORE Ass. danzatori; C.Re.S.Co. Coordinamento delle realtà della scena contemporanea; Federazione CEMAT Ente Promozione Musicale; CALPESTARE L’OBLIO, Assemblea permanente poesia;Fed. It. Art. Federazione Italiana Artisti ; FIDAC – Federazione Italiana Associazioni Cineaudiovisivo; FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana; GRUPPO ARTE TAPE; LEGACOOP -Lega Nazionale delle cooperative e Mutue; NERAONDA – Produttore Teatrale; NUOVA CONSONANZA – Ass. musicale; MAUDE- Ass. Lavoratrici Spettacolo; MEDIA COOP Ass. Cooperative Editoriali e di Comunicazioni- MUSICA ARTICOLO9 – Ass. musicale; SACT- Scrittori Associati Cinema Televisione; SAI – Sindacato Attori Italiani; SIAM -Sindacato Italiano Artisti Musica; SLC-CGIL- Nazionale; SLC_CGIL Regionale; SNCCI- Sindacato Nazionale Critici Cinematografici; SNS- Sindacato Nazionale Scrittori; RETE 29 APRILE- Ricercatori Universitari; RICERCA LIBERA – TAM TAM cinema; Teatro ARGOT studio; Teatro ELISEO; teatro LA BILANCIA; Teatro VASCELLO; Tutti a casa (movimento spettacolo audivisivo); UCCA- Unione Circoli Cinematografici Arci; Ufficio Sindacale Troupe SLCCGIL; UILCOM-Uil Lazio; USIGRAI; 0.3 ZERO PUNTO TRE- Ass. teatrale;
E tante singole personalità di tutti i settori spettacolo dal vivo, cinema, dell’università e della ricerca e dell’editoria.»

La mobilitazione continua…
Fabio Orecchini