Morning routine ⥀ Inediti di Nicola D’Altri

Argo pubblica cinque poesie inedite del poeta Nicola D’Altri, tratti dalla sezione intitolata Morning routine della raccolta in preparazione

 

Śūnyatā karua garbham
La vacuità è l’essenza della compassione1.
NĀGĀRJUNA

 

Dopo un po’ che la usi
la voce ricopre i muri.
La parola silenzio perde volume.

Prima aveva una consistenza diversa
lattiginosa, direi,
come una nuvola
che sorveglia le cose, senza distrarle
dalla loro arroganza.

 

 

La prima cosa è preparare la moka
poi vado in bagno e mi lavo la faccia.
Quando esco, quasi sempre
devo aspettare che sia pronto il caffè.

Lo verso in una tazza
con l’aggiunta di un dito di latte
e vado in sala.
A volte faccio qualche saluto al sole.

Altre mi siedo sul tappetino
con l’intento di non fare nulla.
Sembra semplice, invece l’impazienza
scava dentro una spinta febbrile.
In cambio ottengo
il farsi strada di nuvole
voli d’uccello.

Non ho chiesto di essere un luogo
eppure sono percorso.

 

 

C’è da tenersi forte
in una casa così silenziosa
la solitudine non ha colpe
è nella sua natura.

Una soluzione è circondarsi di voci
la serie che stai guardando
.                                                        in qualche modo
.                                                        ti senti uno di loro.

Oppure accendere il camino
se ci fosse abbastanza legna.
Tremi tutto compresi i malleoli
.                                                                    devi lasciarti percorrere.

Oggi, nel mondo, per te non c’è posto.

 

 

I.

C’è attrito.
Si levano scintille, stormi in disordine.
Voci che in un altro tempo
hanno preso posto qua dentro.
Ora vogliono uscire.
Non hanno mai avuto una famiglia.
Nessuna corrispondenza, congiunzione,
l’ombra di una struttura sintattica.
Possono solo essere ascoltate
mentre svaniscono.

 

II.

Prendere appunti
è l’unico modo per farsi largo
nel loro metabolismo feroce.

Trovare posto nella corsia del silenzio.
Ne basta un filo, una bava,
l’eco di un battito. Ascolta.

Cresce dalle radici alla chioma.
Ascolta.
Cresce.

 

 

Ho sentito cadere una virgola
poi tutta la sintassi
si è stesa ai miei piedi
un cane che riposa
davanti alle fiamme del camino.

 

 

 

* Foto in copertina di Chiara Pavolucci.


Nicola D’Altri (Cesena, 1990) è autore della plaquette di poesie Il disordine (2016, Oèdipus editore) e di Lasciare traccia (2021, Transeuropa Edizioni), raccolta di versi e prose. Suoi contributi critici sono apparsi su diverse piattaforme online, come Argo, Pordenonelegge Poesia, “Le parole e le cose” e Ibridamenti. Dal 2020 vive sull’Appennino tosco-romagnolo, dove organizza iniziative culturali, tra cui Tutto il Mondo è Paese – Festival delle Arti, e Snodi – traiettorie letterarie.

 

 

 

1 Il termine sanscrito Śūnyatā (in italiano «vacuità») indica una delle dottrine fondamentali del buddismo, secondo cui la realtà non esiste di per sé, ma sorge da una rete di condizionamenti reciproci tra ciascuno dei suoi elementi. Soggetto, oggetti e fenomeni prendono forma nell’ambito della relazione, non essendoci nulla di sostanziale che la precede. Si tratta evidentemente di un principio di natura circolare, sempre al limite dell’inafferrabile: non a caso, nella tradizione giapponese esso viene rappresentato con la figura del cerchio, il famoso Ensō. Nel buddismo mahāyāna la Śūnyatā è alla base della compassione (karuṇā), che scaturisce dall’interdipendenza che lega tra loro tutti gli esseri senzienti.