Non scriverai più a mano di Heiner Müller ⥀ Estratti

Presentiamo una selezione di poesie dal volume Non scriverai più a mano di Heiner Müller, da poco ripubblicato nella traduzione di Anna Maria Carpi per la collana Adàmas dell’editore La Vita Felice

 

Il gesto poetico di Heiner Müller è violento, sadico, dissacratorio, causticamente autoironico; il senso comune si rovescia, suo malgrado, contorcendo su se stesso, sino ad implodere, dal di dentro. È derma esposto, rivoltato, un umano troppo umano scuoiato ed esposto in piena luce. Il mondo, già finito, più e più volte, è il luogo in cui l’erba va strappata e strappata ancora, per crescere verde; «il cuore è un cimitero spazioso» che si ingrossa di fantasmi ma non cede, prolungando l’agonia. È una sospensione del tragico, tanto cara ad un altro (tra pochi, anzi pochissimi) genio assoluto del teatro del Novecento, Carmelo Bene, a fare irruzione nei versi lacerati di Müller, che scorrono, quasi scivolano via, come cronaca nera dopo cronaca nera, sulle nostre false coscienze, così oscenamente messe a nudo.
Dobbiamo ad Adàmas, la nuova collana diretta da Tommaso Di Dio, Vincenzo Frungillo ed Ivan Schiavone per La Vita Felice, la riproposizione di Non scriverai più a mano, unico volume di versi tradotto in italiano (selezione dei testi curata da Durs Grünbein) del grande drammaturgo tedesco, nella traduzione asciutta, splendidamente scarnificata, di Anna Maria Carpi (come già nella prima edizione Scheiwiller del 2007).

(Fabio Orecchini)

 

 

Il padre
1

Un padre morto forse sarebbe
Stato un padre migliore. Meglio ancora
È un padre nato morto.
Traverso il confine cresce e cresce l’erba.
L’erba va strappata
Non smette di crescere traverso il confine.

2

Vorrei che mio padre fosse stato uno squalo
Che avesse sbranato quaranta balenieri
(E io avessi imparato a nuotare nel loro sangue)
Mia madre una balena azzurra il mio nome Lautréamont
Morto a Parigi
Nel 1871 ignoto

 

Der Vater
1

Ein toter Vater wäre vielleicht
Ein besserer Vater gewesen. Am besten
Ist ein totgeborener Vater.
Immer neu wächst Gras über die Grenze.
Das Gras muß ausgerissen werden
Wieder und wieder das über die Grenze wächst.

2

Ich wünschte mein Vater wäre ein Hai gewesen
Der vierzig Walfänger zerrissen hätte
(Und ich hätte schwimmen gelernt in ihrem Blut)
Meine Mutter ein Blauwal mein Name Lautréamont
Gestorben in Paris
1871 unbekannt

  

 

Autoritratto alle due di notte il 20 agosto 1959

Sedere alla macchina da scrivere. Sfogliare
Un romanzo giallo. Alla fine
Sapere ciò che già sai:
Il segretario faccia piatta e folta barba
È l’assassino del senatore
E l’amore del giovane sergente della Squadra Omicidi
Per la figlia dell’ammiraglio è ricambiato.
Ma non salterai una sola pagina.
A volte sfogliando gettare uno sguardo
Al foglio bianco nella macchina da scrivere.
Questo ci sarà dunque risparmiato. È già qualcosa.
Sul giornale c’era: da qualche parte un villaggio
È stato raso al suolo dalle bombe.
È un peccato, ma a te cosa interessa.
Il sergente sta giusto impedendo il secondo omicidio
Sebbene la figlia dell’ammiraglio (per la prima volta!)
Gli porga le labbra, servizio è servizio.
Quanti i morti non sai, il giornale è sparito.
Nella stanza accanto tua moglie sogna il suo primo amore.
Ieri ha tentato d’impiccarsi. Domani
Si taglierà le vene dei polsi o che so io.
Perlomeno ha davanti a sé uno scopo.
Che raggiungerà, in un modo o nell’altro
E il cuore è un cimitero spazioso.
La storia di Fatima sul «Neues Deutschland»
Era così mal scritta che tu ci hai riso sopra.
S’impara prima a torturare che a descrivere la tortura.
L’assassino è andato nella trappola
Il sergente stringe il premio fra le braccia.
Adesso puoi dormire. Domani è un altro giorno.

 

Selbstbildnis zwei Uhr nachts am 20. August 1959

An der Schreibmaschine sitzen. Blättern
In einem Kriminalroman. Am Ende
Wissen, was du jetzt schon weißt:
Der glattgesichtige Sekretär mit dem starken Bartwuchs
Ist der Mörder des Senators
Und die Liebe des jungen Sergeanten der Mordkommission
Zur Tochter des Admirals wird erwidert.
Aber du wirst keine Seite auslassen.
Manchmal beim Umblättern ein schneller Blick
Auf das leere Blatt in der Schreibmaschine.
Das wird uns also erspart bleiben. Wenigstens etwas.
In der Zeitung stand: irgendwo ist ein Dorf
Dem Erdboden gleich gemacht worden durch Bomben.
Das ist bedauerlich, aber was geht es dich an.
Der Sergeant ist gerade dabei den zweiten Mord zu verhindern
Obwohl die Admiralstochter ihm (zum erstenmal!)
Die Lippen hinhält, Dienst ist Dienst.
Du weißt nicht, wie viele tot sind, die Zeitung ist weg.
Nebenan träumt deine Frau von ihrer ersten Liebe.
Gestern hat sie versucht sich aufzuhängen. Morgen
Wird sie sich die Pulsadern aufschneiden oder wasweißich.
Weningstens hat sie ein Ziel vor den Augen.
Das sie erreichen wird, so oder so
Und das Herz ist ein geräumiger Friedhof.
Die Geschichte der Fatima im Neuen Deutschland
War so schlecht geschrieben, daß du darüber gelacht hast.
Die Folter ist leichter zu lernen als die Beschreibung der Folter.
Der Mörder ist in die Falle gegangen
Der Sergeant schließt den Preis in die Arme.
Jetzt kannst du schlafen. Morgen ist wieder ein Tag.

 

  

Carie a Parigi

C’è qualcosa che mi rode
Fumo troppo
Bevo troppo
Muoio troppo lentamente

 

Sopra un foglio con delle poesie
Fresche di macchina da scrivere
corre un insetto
Non so se mi avrebbe divertito
Ma so di certo che l’avrei ucciso
dieci anni fa senza
Esitare Che cos’è che è cambiato
Io oppure il mondo

 

Zahnfäule in Paris

Etwas frißt an mir
Ich rauche zu viel
Ich trinke zu viel
Ich sterbe zu langsam

 

Über ein Blatt mit Gedichten
Frisch aus der Schreibmaschine
läuft ein Insekt
Ich weiß nicht ob es mir Spaß gemacht hätte
Aber das weiß ich genau ich hätte es umgebracht
vor zehn Jahren ohne
Zögern Was ist anders geworden
Ich oder die Welt

 

 

Non scriverai più a mano

Ultimamente quando voglio metter per iscritto
Una frase una poesia una saggia massima
La mia mano si ribella alla coazione di scrivere
Cui la mia testa vuole sottometterla
La scrittura diventa illeggibile Solo la macchina da scrivere
Mi salva dall’abisso dal silenzio
Che è il protagonista del mio futuro

1995

 

Ende der Handschrift

Neuerdings wenn ich etwas aufschreiben will
Einen Satz ein Gedicht eine Weisheit
Sträubt meine Hand sich gegen den Schreibzwang
Dem mein Kopf sie unterwerfen will
Die Schrift wird unlesbar Nur die Schreibmaschine
Hält mich noch aus dem Abgrund dem Schweigen
Das der Protagonist meiner Zukunft ist

1995

 

da Heiner Müller, Non scriverai più a mano, a cura di Anna Maria Carpi (La Vita Felice, collana Adàmas, 2023)

 

 

 


Heiner Müller (Eppendorf 1929 – Berlino 1995) è stato un drammaturgo – secondo alcuni il maggiore autore di teatro della Germania democratica – e poeta tedesco, nonché scrittore, saggista e direttore di teatro. I suoi «pezzi enigmatici e frammentari» hanno contribuito significativamente al teatro contemporaneo.