L’appello degli occupanti del Teatro dell’Odéon ai lavoratori intermittenti e precari di tutti i settori professionali per una rivendicazione generale dei diritti sociali

 

L’occupazione del Teatro dell’Odéon è stata decisa a seguito della manifestazione del 4 marzo, organizzata dall’insieme delle organizzazioni professionali dello spettacolo (sindacati dei datori di lavoro e dei lavoratori).

La manifestazione si basa su rivendicazioni comuni, come il prolungamento dell’année blanche (‘indennità di disoccupazione’ in Italia) concesso ai lavoratori intermittenti dello spettacolo, e la richiesta di una consultazione con i lavoratori per stabilire un calendario e le condizioni di riapertura dei luoghi di cultura.

Infatti, l’insieme dei lavoratori denuncia le scelte arbitrarie fatte dal governo rispetto alle attività autorizzate. I luoghi di culto e di commercio, per esempio, sono aperti, lasciando che la popolazione corra dei rischi sanitari, mentre i luoghi di cultura (teatri, cinema, musei, ecc.) rimangono chiusi, laddove, i complessi protocolli sanitari sono già stati sperimentati durante la prima riapertura: distanziamento tra gli spettatori, obbligo d’indossare la mascherina, ingressi limitati… Nondimeno, il governo non fornisce alcuna valida spiegazione a questo genere di decisioni.

Inoltre, la chiusura di questi luoghi implica l’impossibilità di lavorare per la stragrande maggioranza dei lavoratori del mondo della cultura. Le prove sono autorizzate, per esempio, ma esse non vengono retribuite tramite gli incassi degli spettacoli, che faticano a vedere la luce… I programmatori temono un ingorgo alla ripresa delle attività e, di fatto, molte produzioni sono rimaste bloccate.

Alla fine dell’agosto 2020, il governo aveva accordato il mantenimento incondizionato delle indennità di disoccupazione per i lavoratori intermittenti dello spettacolo fino all’agosto successivo (2021). Questo dispositivo, chiamato année blanche, era stato introdotto nella prospettiva di una riapertura dei luoghi di cultura a settembre 2020, con la ripresa delle attività… Ma la riapertura non ha avuto luogo.

In Francia come dappertutto, bisogna aver lavorato per prendere la disoccupazione. Ora, questa misura ha consentito a più di 100.000 persone di sopravvivere ma non di lavorare. Dopo il mese di agosto 2021, a causa della mancanza di contratti, la stragrande maggioranza di loro non sarà in grado di rinnovare queste indennità indispensabili ai fini di compensare la perdita di salari tra due contratti. Ecco perché risulta essenziale estendere questa misura assistenziale ai lavoratori intermittenti dello spettacolo mantenendo il loro diritto alle indennità di disoccupazione oltre il 31 agosto 2021.

Inoltre, questa misura assistenziale non tiene conto di tutti coloro che al momento del primo confinamento (marzo 2020), non avevano diritto alla disoccupazione, e che non hanno dunque potuto beneficiare di nessuna misura di sostegno, né nell’ambito culturale, né altrove.

La CGT Spectacle, che rappresenta i lavoratori della cultura, ha quindi deciso di avviare questa occupazione per fare pressione sul governo e ottenere delle risposte alle misure che propone.

 

Rivendicazioni

La Francia possiede uno dei sistemi di indennità contro la disoccupazione e di tutela sociale tra i più mutualistici e meglio congegnati: un sistema equilibrato che si basa interamente sulla solidarietà intercategoriale. Parimenti essa è uno dei pochi paesi che possiede uno specifico regime di compensazione, adeguato alla discontinuità dell’occupazione nell’ambito dello spettacolo, cosa che consente ai lavoratori precari di beneficiare di ammortizzatori sociali tra un contratto e l’altro. Questo è il caso dei lavoratori intermittenti dello spettacolo.

Tuttavia, da circa 40 anni, i governi che si sono succeduti si sono ostinati a decostruire questo modello sociale scaturito dal Conseil National de la Résistance, anziché rafforzarlo. Così, i lavoratori di altri settori, i quali precedentemente beneficiavano di diritti adattati alla flessibilità propria della loro attività, si sono progressivamente visti rifiutare questo specifico sistema d’indennizzo.

Ultimamente, ad esser messo in discussione è l’insieme del funzionamento dell’indennità contro la disoccupazione, rendendo ancora più fragile la situazione già precaria dei lavoratori.

La prima cosa che rivendichiamo è quindi l’annullamento dell’ultima riforma dell’indennità contro la disoccupazione, la quale prevede di operare 4 miliardi di tagli sulle spalle dei precari, abbassando l’importo delle indennità, rendendo più difficile accedere agli indennizzi, e applicando un bonus-malus alle imprese che assumono con contratti brevi.

Questa riforma è già attiva dalla fine del 2019, ed essa ha escluso dalle indennità circa 20.000 persone al mese. In piena crisi sanitaria e in piena crisi del mercato del lavoro, questa riforma appare mostruosa, ma il governo francese si rifiuta di abbandonarla.

Inoltre, le rivendicazioni riguardano la richiesta di un’estensione dell’année blanche per gli intermittenti dello spettacolo, ma anche e soprattutto, l’ampliamento dell’année blanche a tutti i lavoratori precari.

Nel paese i lavoratori con contratto breve sono più di 2,3 milioni, la maggior parte dei quali in settori del tutto fermi. È il caso del mondo dello spettacolo, naturalmente, ma è anche quello degli eventi, del turismo, o di altri ambiti del settore culturale. Questi lavoratori non hanno ottenuto alcuna misura paragonabile a quella ottenuta dagli intermittenti dello spettacolo, poiché, come in Italia, non beneficiano di nessun tipo di specifico regime d’indennizzazione. Da circa un anno, hanno esaurito le loro indennità di disoccupazione (se ne hanno una), o vivono grazie ai loro risparmi e scivolano progressivamente nella povertà.

Infine, le donne incinte e i malati non hanno più accesso al congedo per la maternità e la malattia poiché non è stato effettuato alcun adeguamento per permettergli di goderne in base a criteri accessibili, malgrado l’assenza di lavoro.

Infine, la CGT Spectacle chiede che venga riunito il Conseil National des Professions du Spectacle alla presenza del primo ministro, Jean Castex, ai fini di formalizzare varie misure volte a consentire il ritorno alle attività lavorative in buone condizioni sanitarie e sociali.

 

Coordinamento con le altre professioni

L’organizzazione si struttura sia in verticale, attraverso i sindacati, sia in orizzontale, tramite i C.I.P. (Coordinations des Intermittents et Précaires) e altri collettivi spontanei. Ciascuna professione può così rivendicare le proprie esigenze, ma è stato raggiunto un accordo nazionale per richiedere l’annullamento della riforma dell’indennità di disoccupazione, diritti sociali uguali per tutti, e per rivendicare il carattere fondamentale della cultura nella società.

L’appello a «occupare ovunque», lanciato a partire dal Théâtre Odéon, è stato seguito da numerosi sindacati nelle regioni, ma anche da collettivi autonomi come i C.I P., che difendono diritti sociali per tutti i lavoratori intermittenti, e dai collettivi dei precari alberghieri e della ristorazione, e del turismo.

L’autonomia di alcuni collettivi e l’uso dei social network ha permesso ad artisti stranieri di entrare in contatto con gli attivisti francesi per discutere delle proprie condizioni di lavoro e dei propri diritti sociali.

È il caso, ad esempio, di numerosi collettivi italiani come Autorganizzati Spettacolo Roma e Presidi Culturali Permanenti, che hanno contattato membri del C. I. P. e del collettivo Les Matermittentes, per compiere insieme un percorso di ricerca comparativa e di accrescimento della competenza sui loro temi.

Noi speriamo di creare un collettivo europeo, in partenariato con altri collettivi, organizzazioni e sindacati stanziati in Europa, al fine di elaborare, a lungo termine, proposte valide a livello europeo per i lavoratori dello spettacolo e per facilitare la loro mobilità nell’Unione Europea e nei paesi confinanti.

Grazie a questi scambi, il comunicato e l’invito a manifestare il 26 e il 27 marzo 2021, dalla rete dei sindacati italiani dei lavoratori dello spettacolo e della cultura, Emergenza continua e RISP, saranno presto letti al Théâtre OdéonThéâtre de l’Europe, a Parigi.

Noi invitiamo tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura, ma anche, più diffusamente, tutti i lavoratori precari, a occupare i loro luoghi di lavoro per esigere dai loro governi diritti sociali, un’indennità di disoccupazione che giochi pienamente il suo ruolo di ammortizzatore economico e sociale, e che garantisca a tutti una continuità di reddito all’interno di una discontinuità di occupazione.

Per difendere i nostri diritti sociali e le nostre condizioni di lavoro, noi reiteriamo questo appello: «Occupiamo! Occupiamo! Occupiamo!».

 

Rébecca Dereims
Attrice, occupante de l’Odéon – Théâtre de l’Europe
Membro del Syndicat Français de Artistes (CGT), della Coordination des Intermittents et Précaires (C.I.P.) e del Conseil National de la Nouvelle Résistance (C.N.N.R)

 


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