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Orfeo ed Euridice al San Rocco di Senigallia | Lorenzo Franceschini

Domenica 21 febbraio è andato in scena, presso l’Auditorium San Rocco di Senigallia (AN), l’Orfeo ed Euridice di Gluck e Calzabigi, prima opera della cosiddetta Riforma gluckiana, che ha portato ad un rinnovamento dell’opera seria del Settecento, sotto il segno della semplificazione dell’azione drammatica. L’allestimento è stato proposto nell’ambito della stagione sinfonica senigalliese, curata dal M° Federico Mondelci, e si deve alla dedizione ed al coraggio di una grande esperta di lirica, la Prof.ssa Chiara Ciceroni, che ha organizzato la serata e curato la regia dello spettacolo.

DSC_1140Due giovani ballerini si rincorrono per la sala, sono i due innamorati, protagonisti di uno dei più affascinanti miti della tradizione greca. Continuano a ballare a ritmo di pianoforte, anche sul palco: una danza che progressivamente diventa frenetica. Entra il coro, che piange la morte di lei. Il cantante che impersona Orfeo entra dalla platea, piangendo insieme al coro. Così inizia lo spettacolo, che ha saputo emozionare e divertire, commuovere ed entusiasmare il pubblico senigalliese.

L’interprete di Orfeo, il controtenore Angelo Bonazzoli, è dotato di una voce bella e misurata, capace di acuti molto potenti; buona la sua prestazione, anche se è un po’ raffreddato, e in alcuni punti mostra qualche piccola incertezza. Va comunque tenuto conto della difficoltà d’interpretare un’opera lirica a così poca distanza dal pubblico: infatti, l’Auditorium San Rocco, una chiesa ora utilizzata per eventi culturali, ha i posti a sedere molto vicini al palcoscenico, cosa poco funzionale a spettacoli di questo tipo. Davvero notevole il soprano Chiara Moschini, nelle vesti di Euridice, forte di una voce ampia e di grande spessore, dai bei vibrati e ricca di armonici, e di una grande presenza scenica. Il soprano Alessandra Marcante interpreta la parte di Amore in modo impeccabile, riuscendo a divertire e affascinare il pubblico con bravura e leggerezza.

DSC_1325Sicuro il direttore, il M° Massimo D’Ignazio, che, pur trovandosi a dover dirigere stando sul palco, a causa della ristrettezza degli spazi, riesce ad assolvere il proprio compito con discrezione ed efficacia. Bravo anche l’Ensamble vocale “Orpheus”, composto da coristi capaci e ben assortiti.

Tutta la musica è eseguita al piano, da un’impeccabile Tamar Giguashvili, che riesce a reggere tutto l’impianto armonico dell’opera con grande sicurezza. Opportuni gli interventi del flauto, suonato dalla brava Elena Solai. Le coreografie del corpo di ballo “Danze in scena”, curate da Alessia Primavera, sono piacevoli ed appropriate, mai fuori posto.

Da ricordare le collaborazioni che hanno reso possibile lo spettacolo, con le associazioni Noncantopercantare, Combusta Revixi e Sena Nova e con il negozio Canton Art.

Gli organizzatori, la regista e gli interpreti sono riusciti in un’impresa davvero ardua, quella di mettere in scena un’opera lirica giungendo all’essenza della sua tessitura musicale e drammaturgica, e mantenendone vive le emozioni, senza sminuirne affatto lo spessore artistico.

Questo evento, riproposto ai licei senigalliesi il giorno sabato 5 marzo, segna una data molto importante per la cittadina marchigiana, da dove la lirica è assente da molto tempo. Ci auguriamo che le numerose presenze in sala e l’entusiasmo che ha accompagnato questo allestimento siano il preludio di un più cospicuo impegno dell’amministrazione cittadina nei confronti dell’opera. Senigallia ha ancora bisogno di musica lirica, e il successo di questo evento ce lo dimostra.

Le foto di questo articolo sono di Mirko Silvestrini.

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