Il compleanno e altre opere — Florinda Fusco

16.00

Brossura

pag. 227 – 16×23,5 cm

ISBN: 9788831225342

progetto grafico di Susanna Doccioli

ARGOLIBRI | Collana Talee | N.8 diretta da A.Franzoni e F.Orecchini

dal 30 settembre in libreria

Le copie acquistate in preordine verranno spedite intorno al 20 settembre


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Descrizione

Argolibri presenta Il compleanno e altre opere di Florinda Fusco, per la collana Talee

 

«Questo è il mio corpo/cucilo senza/memoria». I versi di Florinda Fusco sono emersioni, nel senso anche di “emergenza”, da un poiein in crisi, insorgenze dal vuoto spazio della pagina, come un silenzio che “dice”, riempito di sangue e carne, perché espressione di un farsi poetico corporeo e sensoriale femminile. I sensi appaiono potenziati dalla tensione poetica: il corpo, seppur frantumato e sezionato, come per le mistiche della tradizione (ampiamente studiate dall’autrice), sembra giungere dove la parola non può arrivare; scisso, ancorato al terreno umico con piedi, mani, pelle e ossa, ma costantemente attratto dalla visione,  dall’estasi, dalla pulsione, abstractio mentis che sempre lascia segni sul corpo, ferite versali di una sofferenza lacerante incistata nel corpo. La parola perde così il suo tenore analogico e diviene “corpo” per se stessa, corpo politico, spettrale e dinamico, come snodo della tensione, come derma della relazione abissale tra vita e morte, tra necessità del dire e afasia: corpo scrivente, sessuato, iper-esposto, benché usato, come ha scritto Biagio Cepollaro, «per un’esperienza che di corporeo non ha più nulla».

Una ricerca poetica che affonda  nel pre-verbale, verso l’oltre della parola, per cui  le immagini e i suoni sembrano giungere da un luogo lontanissimo, «da una profonda instabilità semantica, da dove si ricomincia a parlare, a nominare», ha scritto Giuliano Mesa. Una poesia radicale, intesa come interrogazione al mondo che non può avvalersi di vecchie risposte, di vecchie domande – e che domanda ancora, “di nuovo”,  protendendosi «verso la precoscienza del genere, prima del gender ma anche oltre il gender, scavalcato per estremizzazione sensoriale e auto-percettiva, tra residui di coscienza politica e lacerti di memoria autobiografica», come precisa Margherita Ganeri.

Interlocutrici fondamentali dell’autrice sono Simone Weil e Hannah Arendt, tra quelli più propriamente poetici Amelia Rosselli, Edoardo Cacciatore ( attraversati a lungo dall’autrice nei suoi studi e nella produzione saggistica) e Alejandra Pizarnik (tradotta magnificamente dalla Fusco, traduzione che le valse il Premio Bernard Simeone).

Nel libro, oltre all’inedito Il Compleanno, è contenuta la trilogia Tre opere (Linee, Il libro delle madonne scure, La Signora con l’ermellino) che ha reso Florinda Fusco una delle voci più innovative e radicali della poesia italiana del nuovo millennio. 

 


 

Florinda Fusco Compleanno
Foto di Dino Ignani

Florinda Fusco ha pubblicato su varie riviste italiane e straniere. Nel 2001 esce Linee (Zona). Con Il libro delle madonne scure (Mazzoli 2003), illustrato da Luigi Ontani, è stata vincitrice del Premio Delfini. Ha tradotto dallo spagnolo l’opera poetica della scrittrice argentina Alejandra Pizarnik, vincendo il premio nazionale di traduzione Bernard Simeone(2004). Nel 2009 ha pubblicato Tre Opere (Oèdipus). Nel 2011 è uscito il libro multimediale Thérèse (Polìmata). Ha partecipato a vari festival di poesia in Italia e all’estero. Ha collaborato con la compagnia di ricerca teatrale Operabianco per il lavoro Ma e ha scritto per loro Film-Macchina della vista e dell’udito (edito nel 2017 dalla Camera Verde) partecipando a festival e rassegne di teatro in varie sedi tra cui la Triennale di Milano e il Festival dei due mondi di Spoleto. Nel 2020 con la collana Logosfere di Zona è uscito il testo bilingue The book of the dark Madonnas. Ha scritto monografie e diversi saggi di letteratura italiana moderna e contemporanea. Sono in uscita Materia osservabile e Quaderno non matematico. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, in francese, in spagnolo e in greco.

 


 

ESTRATTI

 

da IL COMPLEANNO

 

0.3 

 

Sono 

la mia 

lingua, 

un albero 

che cresce 

dalla 

mia testa 

durante 

un pranzo 

di famiglia. 

Guardo 

la tavola 

imbandita 

– bicchieri 

assonnati 

posate 

come ossi 

di animali 

piatti 

di porcellana 

che scaldano 

il dolore – . 

Pendono 

sui nostri 

crani 

gli addobbi 

della festa. 

I corpi 

rigidi 

intorno 

al tavolo. 

Una crepa 

nel pavimento 

– fili 

di acqua 

lentamente 

sommergono 

la stanza – 

sala da pranzo 

subacquea. 

Le posate 

si sollevano 

dai piatti 

ruotano 

come pianeti 

intorno 

alle teste. 

Vedo 

gli invitati 

come 

da lenti 

opache. 

I nostri corpi 

si appiattiscono 

in una foto 

di famiglia. 

Con 

una grossa forbice 

ritaglio 

il tavolo 

e le figure 

attorno. 

Copro 

la foto 

con una macchia 

di inchiostro 

blu 

e l’attacco 

sull’album 

di famiglia. 

– Ci scrivo 

sotto: 

intervallo 

dell’anima. 

 

da LINEE

 

0.5

 

il pane è nel cesto                 le giostre si muovono

 

un secchio di acqua bollente per scaldarsi

 

(Verónica attraversa la strada stringendosi il corpo)

 

le calze            e le mosche           la tovaglia              e le mele

 

(il deposito di armi nella terra)

 

“spingi il pane sulla pancia”

 

il mondo è una cassa (un’urina lenta)

un tondo di mela da pesare sulla testa

 

pozzi di catrame e di carbone

 

(i pavimenti dei lager adesso sono sale da tè)

 

 

da LA SIGNORA CON L’ERMELLINO

 

   0.1

 

                 c’è un rossetto nella stanza                             è come non visto

 

non ha odore                      ha pittato bocche di uomini e donne           ombelichi       crani rasati

 

cammino nella stanza                 giro intorno al tavolo                lo osservo

 

                   non è gesso                 non è plastica                    o alluminio

 

            non ha rumore               non ha gesto                     non viene a me

 

               nessun angelo intorno                        solo il mio passo umano

 

ci giocavo da bambina                                                           ora non ha memoria di me

 

lo prendo                          disegno un albero sulla mia pelle                        che cresce

 

                       dalle  caviglie                        sul dorso                 la nuca     

 

     intorno al collo                 le braccia                 le mani                   cresce

 

 

                                 come il mio sangue, come il lutto della terra

 

0.5          

 

bisogna inventarsi un volto                                             un trucco

 

         contare il numero delle dita                        e tutte le linee del piede

 

segnare piccole croci sulla fronte                  e giocare a fare l’albero

 

tracciare cerchi sul pavimento           intorno ai piedi                e dire: io sono

 

            fissare un punto nello spazio                             girare intorno al punto

 

 bisogna chiudersi in una bocca                                      e  fingere di respirare

 

 


 

 

 

 

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