Novelle ritrovate — Anna Maria Ortese

14.00

Brossura

pag. 100 – 12,5×19,5

ISBN: 9788831225663

a cura di Dario Biagi

Con un saggio di Donatella La Monaca

progetto grafico di Francesca Torelli e Paolo Rinaldi

Collana Rosa fresca aulentissima | n.5 | collana diretta da Sara Lorenzetti, fondata con Federico Sanguineti

in libreria dal 31 ottobre

Tutte le copie di questo libro verranno spedite in Italia con posta rapida e tracciata.



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Descrizione

Le prime visioni di Anna Maria Ortese, riemerse dall’oblio dopo ottant’anni


Sfuggite sinora al radar di biografi e studiosi, riemergono da un oblio durato oltre ottant’anni queste cinque novelle della grande scrittrice, qui raccolte per la prima volta in volume. Furono pubblicate sul settimanale mondadoriano «Grazia» tra il gennaio del 1942 e il giugno del 1943 e rappresentano a pieno titolo stile, tematiche e atmosfere della prima fase ortesiana, quella che la impose all’attenzione di pubblico e critica con la silloge Angelici dolori. Testimonianze preziose d’un periodo di formazione che la Ortese stessa definì dell’irrealità e dello sguardo metafisico, in cui tutto le appariva “un avvertimento o un messaggio” e il suo umore oscillava come un pendolo tra paura ed estasi, anticipano tuttavia topoi e conquiste filosofiche della sua maturità, come il discorso sull’unità del Creato e la necessaria fratellanza di tutti gli esseri viventi: messaggio allora pionieristico e ancor oggi molto attuale.

La raccolta è curata da Dario Biagi, lo scrittore e studioso che ha recuperato le cinque novelle grazie a un altro ritrovamento (un epistolario inedito della Ortese con un’amica poetessa sua coetanea), ed è arricchita da un commento dell’italianista Donatella La Monaca.

 


Anna Maria Ortese (1914-1998) è tra le maggiori scrittrici del Novecento. Nata a Roma, ma formatasi a Napoli, città che abbandonò precocemente ma non cessò di sognare, deplorare o, più spesso, rimpiangere nelle sue pagine, condusse una vita errabonda e di stenti, soggiornando per lunghi periodi a Milano e a Roma e, in ultimo, in Liguria, tra Genova e Rapallo, in compagnia d’una sorella, Maria. Esordì nel 1937 con i racconti di Angelici dolori. Dopo la guerra, pur continuando a scrivere decine e decine di racconti, militò come giornalista in alcune testate e con i suoi servizi vinse due volte il premio Saint-Vincent. Con i formidabili reportage raccolti ne Il mare non bagna Napoli s’aggiudicò il premio Viareggio 1953. La sua attività di romanziera ebbe inizio a metà degli anni ’60. Con Poveri e semplici vinse il premio Strega 1967. Il vertice della sua arte è riconosciuto in una trilogia di romanzi allegorici, L’iguana, Il cardillo addolorato e Alonso e i visionari: testi che, sommati ad alcuni saggi narrativi dell’ultimo periodo, ne fanno un’indimenticabile pioniera dell’ambientalismo, dell’animalismo e del pacifismo contemporanei.

RASSEGNA STAMPA

Quotidiani e riviste

Articolo di Roberto Carnero, Riemergono voci di scrittrici fuori dal canone, su Avvenire, 3 agosto 2025


Riemergono voci di scrittrici fuori dal canone
di Roberto Carnero

Avvenire, 3 agosto 2025

Quando si parla di canone, spesso si lamenta, nel lavoro di chi allestisce le storie letterarie, l’assenza di un adeguato numero di autrici. Le scrittrice e le poetesse, insomma, sarebbero spesso sottostimate e sottorappresentate rispetto ai loro colleghi uomini. Il problema viene rilevato soprattutto in relazione alla manualistica scolastica: sembra proprio che per essere presente in un libro di testo, un autore debba essere per forza – come dicono polemicamente le femministe americane – bianco, maschio e morto. È dunque prezioso il lavoro di ricerca di quegli studiosi che nelle nostre università sono impegnati a dissodare un terreno che è rimasto in gran parte incolto: quello, appunto, delle scritture femminili. La loro rappresenta un’importante attività di “ricognizione archeologica”, alla (ri)scoperta di quelle autrici che una tradizione critica dominata dal punto di vista maschile ha spesso ignorato o trascurato. Tra le studiose più impegnate in tal senso c’è Sara Lorenzetti, docente di Letteratura italiana all’Università di Macerata, che dirige, insieme a Federico Sanguineti, una meritoria collana, “Rosa fresca aulentissima”, presso la casa editrice anconetana Argolibri, dedicata proprio ad approfondire le questioni di genere in relazione alla nostra tradizione letteraria. Le ultime due uscite riportano all’attenzione altrettante figure di scrittrici italiane. Il primo volume, Lettere scelte di Laura Cereta (a cura di Sandro Princiotta, pagine 150, euro 17,00), propone la raccolta di epistole latine inviate dall’umanista bresciana (1469-1499) ai familiari e a una serie di personaggi del mondo culturale dell’Italia settentrionale. In esse la scrittrice tenta una conciliazione tra valori cristiani e cultura classica (conciliazione a cui era tesa gran parte del pensiero umanistico). Sul piano tematico, assume particolare rilievo un evento traumatico della sua esistenza, la morte del marito, con una conseguente meditazione sulla caducità della vita umana. Ma è anche presente una riflessione, assai moderna, sulla disparità tra i sessi e sulla condizione di subalternità in cui venivano tenute le donne. Con punte di esplicita rivendicazione, come quando, rivolgendosi agli uomini, scrive: «Farò un audace riassunto della questione: vostra è l’autorità, nostro il talento».
L’altro libro è di Fortunata Sulgher. Nata a Livorno nel 1755, sposò nel 1777 Giovanni Fantastici e visse quasi sempre a Firenze, dove tenne un salotto frequentato da nomi di rilievo dell’intellighenzia del tempo, tra cui Alfieri, Monti, Madame de Staël, e dove morirà nel 1824. Il volume, curato dalla stessa Lorenzetti, presenta il testo di un poema in endecasillabi sciolti sinora inedito: Il ratto di Elena (pagine 180, euro 17,00). In esso la poetessa rivisita il mito classico enfatizzando – anche qui, grazie a un punto di vista finalmente femminile – il valore dell’autodeterminazione della protagonista, coraggiosa nello sfidare leggi e convenzioni sociali in nome dei propri sentimenti più autentici.

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