SEX SPORT BUROCRAZIA – Opere di Lamberto Pignotti
Formato: 29,7 × 42 cm
26 fogli sciolti piegati in due (A4 fronte-retro)
Fascetta editoriale di tessuto nero, testi in due versioni cromatiche
Curatela e progetto grafico: Andrea Balietti, Gloria Falasco, Marianna Rogante, Francesca Torelli, Roberto Capozucca
Contiene interventi di: Giuseppe Garrera, Edoardo Salvioni, Andrea Balietti
Collana fuoricatalogo a cura di Fabio Orecchini
Descrizione
Il catalogo SEX SPORT BUROCRAZIA della mostra: poesia visiva, collage e frammenti di Amenitalia
«Scrivere è abolire la scrittura che usiamo nelle scuole, nelle chiese e negli uffici. Scrivere è imparare a non scrivere.»
Lamberto Pignotti

Le opere verbo-visive di Lamberto Pignotti selezionate dalla mostra SEX SPORT BUROCRAZIA, stampate fronte-retro su fogli sciolti e raccolte come singoli poster tenuti insieme da fascetta editoriale di tessuto nero, con testi stampati in due diverse versioni cromatiche.

La selezione contiene quindici pagine del romanzo Amenitalia — pubblicato da Argolibri dopo più di quarant’anni dalla sua nascita — che ha ispirato la mostra, insieme a molte altre opere dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, selezionate dal collettivo della galleria Rubber che ha ideato e curato l’esposizione.


Una continuità che porta dalle pittografie primordiali ai moderni alfabeti. Pignotti ha passato una vita a ricercarla come teorico e soprattutto come autore di poesia visiva — termine coniato in seno al Gruppo 70 che egli stesso fondò a Firenze nel 1963, insieme a Miccini, Chiari, Marcucci e altri artisti agitati da un’idea totale del fare poesia, nel segno della sinestesia e del mixed-media. Nel corso degli anni Sessanta si unirono al gruppo, tra gli altri, Gillo Dorfles e Umberto Eco.
I suoi studi di semiotica della pubblicità, condotti parallelamente all’insegnamento al DAMS di Bologna, sono confluiti in volumi come Pubblicittà, Il Discorso confezionato, Il Supernulla, MaRchio & Femmina.

La mostra · SEX SPORT BUROCRAZIA
Il titolo della mostra è estratto da una pagina di Amenitalia, romanzo sperimentale rimasto inedito dai Settanta, gli anni amèni in cui Pignotti lo compose agli inizi del suo percorso al DAMS. Il carattere di slogan assegnato al titolo dai curatori è anch’esso omaggio all’autore e ai suoi molteplici studi semiotici.
La mostra espone per la prima volta, insieme a collage, libri, poesie da vedere, poesie da masticare e altre opere uniche dagli anni Sessanta agli Ottanta, una selezione dei fogli manoscritti che compongono Amenitalia nella sua forma originaria.
A cura di Andrea Balietti, Gloria Falasco, Marianna Rogante, Francesca Torelli e Roberto Capozucca (collettivo rubber).
















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