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8) curiamo e realizziamo podcast di approfondimento letterario e culturale, fruibili sui nostri canali web (ArgowebTv) e social (Telegram) e in radio (Gemini Network), come Novissime e L’Impero colpisce ancora?;

9) abbiamo bisogno del tuo sostegno perché crediamo nella possibilità di creare una comunità attiva di lettori e lettrici che possano occupare ed abitare poeticamente lo spazio (residuo) che resta, al di fuori del mercimonio dell’editoria generalista, dei romanzetti da scaffale prima e da macero poi: i nostri sono solo libri che restano;

10) l’ultimo motivo sceglilo tu, dopo aver visto il nostro catalogo, letto i nostri libri, partecipato ai nostri festival e alle nostre attività, aver sobbalzato dalla sedia per un verso di Cesar Vallejo, Jack Spicer, Leonora della Genga, Emilio Villa, Nuova Poesia Troll

 

In uscita 2023

 

Collana Fari

 

Il deserto è il mio posto preferito per guidare

di Paola Vinay

settembre 2023

Il deserto è il mio posto preferito per guidare è un romanzo autobiografico di una donna che è stata tra le prime sociologhe italiane e che, dopo avere vissuto in prima persona le principali rivoluzioni del secondo Novecento, superati gli ottant’anni, ripercorre la propria esistenza. Figlia del grande pastore valdese Tullio Vinay, nel 1959 Paola Vinay partì per gli Stati Uniti, dove si formò nelle scienze sociali all’Università del Wisconsin. Nel 1960 iniziò a lavorare all’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali con Luciano Gallino e a scrivere nella rivista di Raniero Panzieri «Quaderni rossi». Vinay ha in seguito aperto la strada in Italia agli studi di genere nel campo del lavoro e della sanità, impegnandosi infine direttamente in politica. Ormai in pensione, diventata nonna, nel 2006 Vinay torna nelle Valli Valdesi, per celebrare il decennale della morte del padre, e inizia un percorso di indagine di sé, nelle proprie radici e della propria esistenza, che l’ha condotta prima a scrivere la biografia di Tullio Vinay, Testimone d’amore (Claudiana editrice) e infine a comporre questa autobiografia, in una prosa asciutta e serrata, ma allo stesso tempo ironica e a suo modo epica.

Collana Argofumetti

 

La cassa

di Phil Hester Mike Huddleston

maggio 2023

«The Coffin affronta roba davvero pesante con uno stile pulp disinvolto “Cos’è che fa di un essere umano un essere umano? Di cosa è fatta l’eternità? Quando si è davvero vivi?” E le risposte fornite sono immancabilmente divertenti e intriganti. Prima che pensiate di essere incappati in un Kierkegaard per Principianti, però, lasciatemi dire che gli autori riescono a tenerci sulle spine e a rendere l’azione, le scene clou, le atmosfere horror, angoscianti e velate, in modo superbo, unendo abilmente fantascienza, drammi familiari, e la classica storia a fumetti sull’origine dell’eroe super-corazzato.»
Con queste parole, tratte dall’introduzione, Guillermo Del Toro riassume l’ambiziosa opera prima di Phil Hester(Wonder Woman, Godzilla, Swamp Thing) e Mike Huddleston(Captain America, Batgirl, Grendel), The Coffin. Pubblicato indipendente nel 2001 e ristampato dieci anni dopo, in un’edizione anniversario di lusso arricchita, tra l’altro, dalla collaborazione di Cameron Stewart (Superman, Batman, Spider-Man).
A vent’anni dall’uscita, ArgoFumetti traduce The Coffin, un capolavoro dimenticato del fumetto americano ma, sempre attuale nelle sue riflessioni anticapitaliste ed esistenziali che lo hanno consacrato tra i classici.

Collana Chimere

 

Imballaggi

di Jean-Patrice Courtois

traduzione di Gabriele Stera

aprile 2023

Imballaggi (Emballages), è una sezione autonoma tratta dalla raccolta Jungles Plates(Nous, 2010). La prosa di queste poesie è una trasformazione di frasi del mondo di oggi che mostra le forme emergenti nel flusso del “Grande Giornale” che ci è spedito ogni giorno. Bisogna forse salire nel treno delle frasi del mondo per frenarle o accelerarle creando delle differenze di fase. Ritroveremo echi del mondo capitalistico, ecologico, artistico, ricordi, la filigrana di poeti di varie lingue, l’acqua e i suoi avatar, le temperature e le variazioni di scala, il tutto in un fraseggio delle cose che «hanno ancora acquisito delle forme».

 

Collana Rosa Fresca Aulentissima

 

 

Umanesimo femminista*

lettere
Laura Cereta

settembre/ottobre 2023

*coperina provvisoria

 

Collana Costiana

Il teatro*

di Corrado Costa
a cura di Chiara Portesine

settembre 2023

«Penso che lo specifico della ricerca poetica di Corrado Costa sia il gioco continuo del linguaggio, l’ironia, la giocosità. La vitalità, la freschezza che lui ha trasmesso è qualcosa che resta» così scriveva Nanni Balestrini all’indomani della prematura scomparsa del poeta, avvenuta nel 1991; ed infatti è sempre il “retro” del linguaggio, la ricerca ostinata di ciò che sta oltre (ma anche sopra e sotto) la parola, la sua “ombra” giocosa e inquieta, ad essere il leitmotif delle scritture teatrali di Costa, un teatro dell’assurdo in cui ingegnose macchine verbali, vicine al primo Ionesco, si accendono di una comicità surreale degna di un Tardieu, sconfinando nello humour più nero. Tra le opere teatrali ritroviamo Santa Giovanna Demonomaniaca (celebre la performance di Costa del 1978 in cui diede fuoco a tutte le copie invendute del libro), Il Dodo e Il Condor (andate in onda come radiodrammi in America prima ancora di andare in scena in Italia), I minimi sistemi, tragicommedia attualissima di una scienza sempre subordinata al potere, o ancora le Decomposizioni esemplari, in cui ad inscenarsi è un’apparizione notturna di Giordano Bruno a Shakespeare; e poi teatro per ragazzi, disegni, bozzetti, e alcune opere ancora inedite (e mai andate in scena), alle quali Costa si dedicò per tutta la sua vita.

*copertina provvisoria

 

Collana Talee

 

Franco Ferrara il cielo era già in noi

Il cielo era già in noi

di Franco Ferrara

giugno 2023

Grande esploratore ed archeologo, scienziato e poeta, Franco Ferrara ha attraversato il secondo Novecento italiano (il suo esordio, I pascoli della nostra mano, è del 1960, cui fanno seguito altri venti volumi di versi) da un esilio singolare di voce e scrittura, da un altrove nomadico e inquieto, lontano dai grandi gruppi editoriali come dalle accademie e dalla critica salottiera. A lungo dedito alla scoperta delle piste carovaniere utilizzate dai Romani nell’Africa Sahariana, sotto l’egida dell’Unesco, Ferrara ha attraversato, con versi mercuriali, i deserti materici della parola poetica, alternando autentiche meditazioni a “formulari” in versi, «nell’urgenza assoluta di spogliarsi dell’uomo umano» (Rubina Giorgi), rivolgendo la sua poesia minerale ed alchemica oltre il letargo delle categorie interiori e del tempo presente: perché «mitologia è ontologia», mattino di un altro giorno, viaggio che non ha fine, canto. Ed è proprio dal canto silenzioso del deserto che questo libro proviene, riemerso dalle sabbie di un oblio che rischiava di oscurarne l’assoluta grandezza.

 

Collana Rizomini

 

 

Guerriglia semiotica. Pratiche di liberazione dall’America Latina

di Fernando Buen Abad

aprile 2023

I prodotti mediali – anche i meno sospettabili – sono definiti da un’ideologia dominante, che punta all’imposizione di apparati di significato che rispondano ai propri interessi. Dai dizionari alla dialettica, passando per tutte le declinazioni della comunicazione mediatica, si estende il campo di battaglia di una guerra di cui sembriamo non accorgerci. È una guerra con un suo particolarissimo arsenale, fatto di segni, simboli, significati, parole, immagini e contenuti: è una guerra semiotica. È una guerra nascosta dietro la cortina di fumo di tutti i fronti su cui essa viene ogni giorno combattuta, dalla radio alla creazione del gusto a tavolino. Riconoscerla è difficile. Decostruirla è quasi impossibile. Combatterla è necessario. Con questo suo ultimo saggio, Fernando Buen Abad Domìnguez regala ai propri lettori una semiotica non più rinchiusa nell’esoterismo del suo gergo, ma aperta, viva e capace di emancipare e farsi rivoluzione.

 

Catalogo – Libri già editi

 

 

Talee

 

 

1) La moltiplicazione delle dita

di Corrado Costa

settembre 2019

La moltiplicazione delle dita – con una lettera di Fortini e una Lettera Smarrita – raccoglie per la prima volta insieme tutti gli scritti e disegni di Corrado Costa apparsi su «Il Caffè Letterario e Satirico», 11 prose sperimentali e 40 disegni, realizzati con una semplice biro, a rimarcare tutta la sensibilità visiva e il tratto inconfondibile dell’autore. Si ride? In quanto autore continuamente scomparso (anche quando era in vita) questo libro può dirsi e darsi come una vera e impropria smorfia della letteratura.
L’autore — «infastidito/fastidioso, chizza, strepidanzante, lacrimemergente, digrigridante» — lavora dal didietro del linguaggio, dal segno pullulante e in continua ovulazione/riproduzione. I temi? L’unione sessuale dei segni, il rapporto uomo/genere, la poesia come grafia e il disegno come parola da cui sdoppiare la parola: l’arte cioè come disarticolazione continua del reale e quindi moltiplicazione.
Il libro intende aprire uno scorcio importante su un modo di fare letteratura — quello su rivista — oggi apparentemente scomparso, e su una stagione essenziale della poesia europea: quella delle scritture collettive, quella della Beffa, quella del Gioco delle parti (se il lettore vuol leggere deve giocare) come gioco principale nella società. I livelli di lettura si alzano e si abbassano, e ad accompagnarli, vi sono i disegni dell’autore. Qualora la parola stanchi, la leggibilità di questi buffi personaggi, la sovrapposizione delle loro parti, la loro moltiplicazione saprà indicare al lettore la via da intraprendere. Rivoltando l’arte della parola, l’opera di Corrado Costa è uno dei rari esempi di retorica erotica. L’erudizione, la fine intelligenza e sinuosa libertà di questo autore aprono i meccanismi della letteratura, secondo un moto inverso e circolare: al di là dell’arte, l’arte va all’indietro.

 

Spicer

 

2) Un rosario di bugie

di Jack Spicer

marzo 2020

Dopo After Lorca, vincitore del premio Benno-Geiger 2018 per la traduzione poetica, ArgoLibri continua la pubblicazione, libro dopo libro, delle opere del poeta e linguista Jack Spicer. Un Rosario di bugie raccoglie in un unico volume i tre libri successivi ad After Lorca, pubblicati tutti nel 1958 dall’autore americano, allievo di Robert Duncan, in cui egli affina la scrittura “satirico-politica” in poesia. Ammonimenti, dove l’autore continua la sua pratica stilnovista — in stile americano — di poesia diretta ad autori e amici, riprendendo la forma antica degli “ammonimenti”, affrontando esplicitamente tematiche politiche, legate anche all’omosessualità; il libro è corredato da lettere di poetica a Robin Blaser e all’editore Joe Dunn (White Rabbit Press) che per primo pubblicò Spicer e Duncan, e si chiude con una poesia di postfazione per Charles Olson, uno dei poeti americani più influenti del tempo, docente del leggendario Black Mountain College, cui presero parte artisti come John Cage e Merce Cunningham.
Un libro di musica¸ intermezzo creato a partire da una frase di Poe — dove si postula una scissione tra le poesie-brevi e la letteratura, è un testo attraversato da un pericolo costante nel rapporto tra musica e poesia — nonché la base di quella forma jazz-poetry che avrà il suo culmine in Billy the kid (opera che diventerà anche un disco dei Kat-Onoma, in Francia, negli anni 90).
Il trittico, concepito come un crescendo di intensità comunicativa e provocatoria, si chiude sulle Quindici false proposizioni contro dio: “un rosario di bugie”, lo definì il suo stesso autore rivolgendosi a Russel Fitzgerald, giovane poeta e poi amante (il volume contiene una poesia indirizzata a Russ) incontrato durante il processo all’Urlo di Ginsberg, il 9 settembre 1957. Spicer realizza in questo poemetto in quindici parti la sua prima vera “serie” — anche musicalmente intesa — compiuta, dettata “dai marziani”, affrontando il suo lato di calvinista protestante e ponendo le basi per quell’etica poetica descritta dal verso «poeta, sii come dio».

 

 

5) Trilce

di César Vallejo

settembre 2021

Opera solenne e trasgressiva, enigmatica e viscerale, Trilce di César Vallejo esce nel 1922, anno ‘fondativo’, potremmo dire: escono infatti, a distanza di pochi mesi, The Waste Land di T.S.EliotUlysses di J.Joyce, nonché la traduzione inglese, da parte di Bertrand Russell, del Tractatus Logico-Philosophicus di L.Wittgenstein, opere che segnano svolte radicali nella storia letteraria e culturale del Novecento; lo stesso dicasi per Trilce che, per quanto parzialmente scritto dal poeta peruviano nella restrizione e nell’isolamento di un piccolo carcere sulle Ande, viene tutt’oggi considerato un momento fondamentale del rinnovamento del linguaggio poetico mondiale, capolavoro che rende Vallejo una delle voci più originali, assieme a Lorca e Neruda, della lingua spagnola di tutti i tempi. Thomas Merton, non a caso, lo definiva “il più grande poeta universale, dopo Dante”. Trilce –neologismo coniato dall’autore– si compone di 77 testi poetici che si intrecciano tra loro, formando un grande arazzo-labirinto della cultura ispanoamericana di inizio Novecento: ad ogni nuova invenzione letteraria il lettore sarà chiamato ad uscire dal labirinto di Trilce, a decifrare il codice poetico del grande autore peruviano; ogni singola parola, anche la più semplice e umana, verrà riformulata, intensificata, detta nuovamente ‘una prima volta’ dal poeta, caricata di nuovo senso etico e politico.

 

Niki Rebecca Papagheorghiou

 

6) Il Grande Formichiere – e altre, piccole, favole in poesia

di Niki-Rebecca Papagheorghìou

dicembre 2021

Poesie in forma di favola, favole nere, brevi, per adulti, descrizioni cristalline di paesaggi emotivi e sonori congelati nel tempo.
Tra le “Illuminazioni” di Rimbaud e i racconti brevi di Kafka, in alcuni momenti sembra ricordare alcuni interni dei diari della Pizarnik, come alcune favole poetiche della Ombres, o quelle più surrealiste di Gertrude Stein; con la rigorosa arte della tessitrice di storie, la scrittrice greca Niki-Rebecca Papagheorghiou porta rapidamente il lettore nel vortice della sua voce – voce profonda eppure leggerissima, materna eppure sola – una voce femminile ed enigmatica.
Poesie fiabesche popolate di animali, piante ed oggetti che saturano lo spazio del racconto aprendo al suo interno un silenzio denso, di riflessione, di poesia.
Il libro sarà inoltre arricchito dalle illustrazioni a colori, dal tratto inconfondibile, della disegnatrice Giuditta Chiaraluce,con l’introduzione di Evanghelia Stead, post-fazione di Francesca Sensini e un ricordo dell’editore greco Stavros Petsòpoulos.
Libro di grande successo in Grecia, già tradotto in Francia, di un’autrice ancora inedita in Italia.

 

Ortesta

 

7) Tutte le poesie

di Cosimo Ortesta

marzo 2022

Un libro dalla straordinaria forza espressiva che è lo specchio di una vita vissuta nel costante confronto con l’altro e nel dialogo mai passivo con una tradizione europea che va dal Barocco a Mallarmé, da Frost e Auden a Beckett e Valéry. La poesia di Ortesta si disegna così come un’esperienza estrema della parola, una visione che attraversa il proprio spazio esistenziale radendolo con la lama di una luce affilata e implacabile, una lingua che egli stesso definì “omicida”. Elegante traduttore dal francese, poeta dalle pubblicazioni rade e meditate, recensore raffinato, Cosimo Ortesta ha incarnato quella figura di poeta-critico-traduttore cosi caratteristica del nostro Novecento.

 

Florinda Fusco

 

8) Il compleanno e altre opere

di Florinda Fusco

settembre 2022

«Questo è il mio corpo/cucilo senza/memoria». I versi di Florinda Fusco sono emersioni, nel senso anche di “emergenza”da un poiein in crisi, insorgenze dal vuoto spazio della pagina, come un silenzio che “dice”, riempito di sangue e carne, perché espressione di un farsi poetico corporeo e sensoriale femminile. I sensi appaiono potenziati dalla tensione poetica: il corpo, seppur frantumato e sezionato, come per le mistiche della tradizione (ampiamente studiate dall’autrice), sembra giungere dove la parola non può arrivare; scisso, ancorato al terreno umico con piedi, mani, pelle e ossa, ma costantemente attratto dalla visione,  dall’estasi, dalla pulsione, abstractio mentis che sempre lascia segni sul corpo, ferite versali di una sofferenza lacerante incistata nel corpo. La parola perde così il suo tenore analogico e diviene “corpo” per se stessa, corpo politico, spettrale e dinamico, come snodo della tensione, come derma della relazione abissale tra vita e morte, tra necessità del dire e afasia: corpo scrivente, sessuato, iper-esposto, benché usato, come ha scritto Biagio Cepollaro, «per un’esperienza che di corporeo non ha più nulla».
Una ricerca poetica che affonda  nel pre-verbale, verso l’oltre della parola, per cui  le immagini e i suoni sembrano giungere da un luogo lontanissimo, «da una profonda instabilità semantica, da dove si ricomincia a parlare, a nominare», ha scritto Giuliano Mesa. Una poesia radicale, intesa come interrogazione al mondo che non può avvalersi di vecchie risposte, di vecchie domande – e che domanda ancora, “di nuovo”,  protendendosi «verso la precoscienza del genere, prima del gender ma anche oltre il gender, scavalcato per estremizzazione sensoriale e auto-percettiva, tra residui di coscienza politica e lacerti di memoria autobiografica», come precisa Margherita Ganeri.
Interlocutrici fondamentali dell’autrice sono Simone Weil e Hannah Arendt, tra quelli più propriamente poetici Amelia Rosselli, Edoardo Cacciatore ( attraversati a lungo dall’autrice nei suoi studi e nella produzione saggistica) e Alejandra Pizarnik (tradotta magnificamente dalla Fusco, traduzione che le valse il Premio Bernard Simeone).
Nel libro, oltre all’inedito Il Compleanno, è contenuta la trilogia Tre opere (Linee, Il libro delle madonne scure, La Signora con l’ermellino) che ha reso Florinda Fusco una delle voci più innovative e radicali della poesia italiana del nuovo millennio.

 

9) Voci

di Antonio Porchia

Chi era? Un santo laico, un bodhisattva, un saggio con pochi libri, un asceta in piena città. Taoista, buddista, anarchico, cristiano senza Dio, filosofo senza sistema, solitario e collettivo, caldo e distante, Porchia: una voce che pensa. La voce di Porchia era così calda che le sue recitazioni, incise su dischi, venivano trasmesse da un emittente radiofonica di Buenos Aires a mezzanotte, per conciliare la riflessione. Una delle sue voci, dedicata ad un amore perduto, divenne così celebre negli anni ’60 che era possibile leggerla scritta a caratteri cubitali sui muri di tutti i quartieri popolari di Buenos Aires, e recitava:  «No ves el rio de llanto porque le falta una lagrima tuya » ( «Non vedi il fiume del pianto perché manca una lacrima tua »).

 

Fari

 

1) Reparto da qui

di Sarah Di Piero

settembre 2019

Reparto da qui è un’opera letteraria di denuncia. Nel suo viaggio dall’inferno del disagio psichico al purgatorio chimico, in cerca di un paradiso perduto, Sarah Di Piero ha raccolto, tra sogno e veglia, i frammenti della sua esperienza, vissuta dentro i reparti psichiatrici ma anche fuori, nel mondo esterno. L’opera è un invito a non arrendersi e a servirsi della parola per dire ciò che si agita dentro e fuori di noi, rappresentare la vita nella sua bellezza convulsiva, cantarla e predire la salute, la salvezza, la conciliazione, anche quando sembra più lontana e inaccessibile.
Nota a margine di Rossella Renzi.

 

 

 

2) Una spassosa Apocalisse

di Rodolfo Bersaglia

settembre 2020

Strane, bizzarre e deformi le creature di Rodolfo Bersaglia provengono dai margini, dalla provincia, ma puntano a conquistare la ribalta, il centro della storia. Mossi da impulsi e desideri comuni, soprattutto l’amore, si lanciano in avventure straordinarie, tanto finte e posticce da incarnare la verità del nostro tempo grottesco. Sacerdoti, giovani spiantati, portalettere, bariste: l’umanità che popola Una spassosa Apocalisse è la più varia.
Si inizia dall’attesa del salvatore, quindi dall’anno zero, che però è un anno zero del futuro, perché è un salvatore clonato che si attende, com’è normale che sia, al tempo della riproducibilità tecnica. Padre Yap e padre Gurla si esercitano con le reliquie dei santi per arrivare al giorno in cui riusciranno a clonare Gesù. Ci riusciranno?
Non è la trama a interessare chi narra le gesta di questi esseri bizzarri ma l’intreccio, il garbuglio, il grumo di piacere e dolore che spinge a esistere, a godere e soffrire chiunque di noi. Per non lasciarci smarriti nel labirinto il narratore ci tira a sé con il filo del racconto.

 

3) Crepa poeta

di Stefano Raspini

febbraio 2021

Crepa poeta, riecheggiando nel titolo il celeberrimo motto Crepino gli artisti del drammaturgo e regista polacco Tadeusz Kantor, riconferma e testimonia fedeltà al senso politico e etico dell’azione poetica, alla destinazione collettiva del gesto e della parola in versi, quindi alla performance. Nella poesia di Stefano Raspini, tramite parodie, distorsioni e stravolgimenti del linguaggio poetico tradizionale e del troppo poetese corrente, mentre divampa l’invettiva orale rabbiosa la metafora lirica e onirica fa da controcanto, con esiti sorprendenti, commoventi e esilaranti.

 

Niente di personale fabrizio venerandi

 

4) Niente di personale

di Fabrizio Venerandi

novembre 2021

L’autore del primo canzoniere d’amore della storia della letteratura italiana a essere programmato e pubblicato in edizione digitale, torna a esplorare i confini della parola poetica, utilizzando log e altri dati provenienti dal web per fare poesia. Riciclando, riusando e montando con l’ironia della sorte ciò che rompe la funzionalità della rete e ne esibisce il lato oscuro (errori, spam, pornografia), in Niente di personale Venerandi compone error poetry, spam poetry, il porno-poemetto you are looking for you e, nel settecentenario dantesco, riscrive la Commedia in ordine alfabetico.

 

Rovi Davide Nota

 

5) Rovi

di Davide Nota

febbraio 2021

Davide Nota ha traghettato nel Duemila la tradizione della poesia sperimentale, rinnovandola. Da Pasolini e Roversi e dallʼesperienza di «Officina», sul finire del Novecento quella linea ha trovato il suo più illustre interprete in Gianni D’Elia, poeta fondamentale per la formazione di Nota. Ma rifiutando gli stilemi più canonici della tradizione poetica civile, spesso appesantiti da una seriosa rettorica, la poesia di Nota restituisce un groviglio espressionistico proveniente da un sostrato visionario originario, brulicante, arrivando a spaccare la superficie piana del discorso e provocando sulla pagina – e ancor più nella mente del lettore – un paesaggio verbale e iconico liminale, tra la civiltà e la selva.

I rovi, poesie già edite in precedenti raccolte e riviste per questa edizione integrale, appartengono a una stagione che va dal 2002 al 2013, vissuta da Nota nel ruolo non solo di poeta ma di intellettuale militante, fondatore della rivista di poesia e realtà «La Gru» e del collettivo “Calpestare l’oblio”, protagonista tra il 2008 e il 2011 di un vasto dibattito rimbalzato su tutti i media nazionali e in Francia. Divenuto editore, con le edizioni Sigismundus, e opinionista, a «LʼUnità» e all’«Huffington Post», Nota si è infine ritirato improvvisamente dalla scena, tra antiquitates editoriali e nuove sperimentazioni estetiche, documentate nell’appendice, inedita, al volume.

Vagabondando tra le macerie del movimento dei movimenti, di fronte al trionfo del capitalismo delle piattaforme, Nota nei suoi ultimi versi ha annunciato l’approdo al selvaggio, ai rovi e al tarassaco, come orizzonte della ribellione, proseguendo poi nella video-arte e nel teatro multimediale la sua ricerca verso la poesia totale.

 

Nuova Poesia Troll

6) Nuova poesia troll

di Nuova poesia troll

luglio 2021

Nuova Poesia Troll è l’opera di un collettivo tra i più importanti nella scena poetica italiana d’avanguardia del XXI secolo. Dalle pagine social alle pagine cartacee, il libro tenta di fermare il tempo effimero dello scrolling. NTP fa continuo ricorso al plurilinguismo, al parossismo e a uno stile che mima il disprezzo per l’ortografia e la sintassi: «a me lapoesia manco mi piace, mi dici, a me mi piacciono le ragazze del resto c m ne futte». Così facendo parodia la poesia dominante: «nn ha fatto i laboratori/nn lo mai visto inquadrato al premio sega/e penso che giustamente a sempre disprezzato il pubblico» creando una sorta di nuovo genere “irridentista”. Cento poesie scelte dai primi due anni di attività dalla pagina Facebook del collettivo mostreranno le evoluzioni di Nuova Poesia Troll e permetteranno di osservare, con lo sguardo punk del collettivo, la storia recente del nostro Paese.

 

Collana Chimere

 

 

1) Una scelta

di Liz Lochhead

maggio 2022

Una scelta (titolo originale: A choosing) è un’antologia di poesie della poetessa e drammaturga scozzese Liz Lochhead, insignita nel 2011 del titolo di Makar, poeta nazionale della Scozia. L’opera raccoglie i testi composti in un arco temporale di quasi quarant’anni dalla pubblicazione della sua prima raccolta di poesie Memo for Spring del 1972. Nella prefazione all’opera, la grande poetessa britannica Carol Ann Duffy mette in risalto che a quel tempo la voce poetica femminile della Lochhead costituì un’assoluta novità nel panorama e nel canone letterario scozzese dominato da voci poetiche maschili: «La primavera (Spring) della Lochhead sbocciò nel contesto prevalentemente maschile della poesia scozzese e tuttavia riuscì a renderlo femminile». Il femminismo e l’ironia sono le caratteristiche distintive della sua opera poetica, che attraverso immagini del passato, ricordi infantili e caustici quadretti quotidiani, svela la profonda disuguaglianza sociale esistente tra i due sessi, all’interno dei ruoli stereotipati imposti dal sistema patriarcale scozzese. Parallelamente, l’autrice evidenzia tutte le criticità di una Scozia subordinata alla dominazione politica e culturale inglese che tenta, in prospettiva fortemente “anglocentrica”, di annichilire la sua identità nazionale, rischiando di azzerare tradizioni secolari e soprattutto lo Scots, il suo storico idioma.

 

 

 

2) Cuciture

di Eduard Escoffet

novembre 2022

Eduard Escoffet, catalano, è uno dei nomi più noti e importanti della poesia sperimentale e performativa internazionale e con I suoi spettacoli di poesia e le sue installazioni è stato invitato nei maggiori festival di tutto il mondo. Cuciture raccoglie il meglio della sua produzione poetica lineare offrendo al lettore italiano l’occasione di conoscere la sua opera.
La scrittura di Escoffet è tagliente come un bisturi, apparentemente semplice, ma in realtà essenziale e spietata. Egli usa la scrittura poetica per staccare le parole dalle cose e poi rimetterle al loro posto, avendo però cura che resti traccia di tutte le ‘cuciture’, per permettere al lettore di smascherare tutti gli inganni del dire, per metterlo di fronte, insieme, alla sua capacità di smascherare i luoghi comuni della comunicazione, scoprendo in ogni parola abissi di senso imprevisti e spiazzanti, ma anche alla perenne inadeguatezza del linguaggio nei confronti del reale. I suoi testi, immaginati per l’interpretazione spesso provocatoria e paradossale che ne dà l’autore sul palco, sono flash a volte crudeli, a volte distanti, altre ancora abbacinati, di come nella quotidianità e nell’apparentemente irrilevante sia possibile scoprire – grazie alla poesia – la chiave di nuovi orizzonti. Il libro è introdotto da una nota del poeta Lello Voce, che segue il lavoro di Escoffet sin dai suoi albori e seguito da una ricca Postfazione di Francesco Ardolino, uno dei più noti e prestigiosi studiosi della poesia catalana contemporanea. Il volume è curato e tradotto da Nancy De Benedetto, Presidente AISC-Associazione Italiana di Studi Catalani.

 

Collana Costiana

 

Costa opere poetiche

 

2) Poesie edite e inedite (1947-1991) Opere poetiche II

di Corrado Costa

maggio 2021

A trent’anni esatti dalla scomparsa di Corrado Costa (1929-1991), la casa editrice Argolibri è orgogliosa di presentare il secondo volume delle Opere poetiche (dopo il primo pubblicato lo scorso anno dedicato alle poesie giovanili), che raccoglie per la prima volta tutte le poesie edite in volume, ovvero Pseudobaudelaire (1964), Le nostre posizioni (1972), The complete films (1983), le poesie sparsamente distribuite in rivista dagli anni ’40 agli anni ’90 e moltissimi inediti, un autentico tesoro, preservato e reso disponibile dall’Archivio Costa della Biblioteca “Panizzi” di Reggio Emilia, tra cui le raccolte Pseudo-pseudobaudelaire, Tutto il cinema di corrado costa. Poemi in bianco e nero e poesie a colori e 49.000 Film del periodo tangcosì da ottenere un ‘profi­lo poetico’ dell’autore diversi­cato ed esaustivo di quei suoi anni di attività scrittoria intrepida e inarrestabile; a corredo un apparato composito e plurale che accoglie contributi di studiosi e sodali del poeta, tra cui Chiara Portesine (curatrice del volume), Aldo Tagliaferri, Paul Vangelisti, Giulia Niccolai ed altri ancora.

 

Collana Rosa fresca aulentissima

 

 

1) Per una nuova storia letteraria. Nuova edizione aggiornata e arricchita

di Federico Sanguineti

Per una nuova storia letteraria pone, con forza e dovizia di esempi, la questione della rimozione delle autrici dal canone della letteratura italiana, proponendo l’assunzione di un nuovo canone. Una storia letteraria nutrita dal pensiero della differenza, dai nomi noti Irigaray e Lussu alle pensatrici straniere non ancora tradotte in Italia, prima fra tutte Dale Spenderautrice del fondamentale saggio Invisible Women, the schooling scandal (Donne invisibili, lo scandalo scolastico), ancora inedito in Italia.
Con acribia filologica e impostazione dialettica Sanguineti richiama innanzitutto l’attenzione su grandi autrici quali Cristina da Pizzano e Laura Cereta (le sue Collected letters of a Renaissance feminist, pubblicate nel 1997 dalla University of Chicago Press, sono ancora inedite in Italia), quindi rilegge DanteBoccaccio, l’umanesimo-rinascimento, Tasso, fino al Novecento di Gadda e Ottieri, analizzandoli soprattutto alla luce del loro rapporto con le donne e il patriarcato. Infine, Sanguineti indica una serie di possibili percorsi di ricerca per scrivere la nuova storia letteraria indispensabile per il secolo nuovo che stiamo vivendo.

 

 

Collana Fuori catalogo

 

Aldo Tagliaferri

 

1) Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa

di Aldo Tagliaferri

maggio 2022

Dopo il successo de Il Clandestino. Vita e opere di Emilio Villa (Derive Approdi, 2004 – Mimesis, 2016) Aldo Tagliaferri torna in libreria con Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa, opera che raccoglie per la prima volta in volume tutti i saggi e gli scritti più importanti dedicati a Emilio Villa in oltre 40 anni di critica serratissima. Compendio di una vita all’inseguimento della labirintica e sibillina poetica villiana, Aldo Tagliaferri, uno dei massimi critici viventi, pubblica forse il suo libro più importante, un libro destinato a divenire un classico della critica letteraria, chiave d’accesso indispensabile all’opera caleidoscopica del genio villiano e ai processi culturali di ibridazione e mutamento in atto nel secondo novecento, italiano e internazionale. Il volume, curato da Gian Paolo Renello, si compone di sedici saggi, di una video-intervista dal titolo Esprimere l’inesprimibile (in QR code nel libro, a cura del documentarista Giuseppe Sterparelli) e accoglie al suo interno preziosi documenti inediti, tra cui due Labirinti villiani e una cartolina di Marcel Duchamp inviata all’amico Villadrome”. Il libro viene pubblicato in un periodo che il critico Andrea Cortellessa ha giustamente definito “Villa-Renaissance”: non si contano infatti le mostre dedicate ai lavori e alle opere di Villa (solo nel 2021 a Roma e Macerata), i convegni in Italia e all’estero (in via di creazione un centro studi internazionale a lui dedicato), come le pubblicazioni di inediti e nuovi studi  (sempre per Argolibri, nel 2021, Rovesciare lo sguardo. I Tarocchi di Emilio Villa).

 

 

Giorgio Manganelli

2) Filologia fantastica. Ipotizzare, Manganelli

di Andrea Cortellessa

novembre 2022

Dopo il successo de Il Clandestino. Vita e opere di Emilio Villa (Derive Approdi, 2004 – Mimesis, 2016) Aldo Tagliaferri torna in libreria con Presentimenti del mondo senza tempo. Scritti su Emilio Villa, opera che raccoglie per la prima volta in volume tutti i saggi e gli scritti più importanti dedicati a Emilio Villa in oltre 40 anni di critica serratissima. Compendio di una vita all’inseguimento della labirintica e sibillina poetica villiana, Aldo Tagliaferri, uno dei massimi critici viventi, pubblica forse il suo libro più importante, un libro destinato a divenire un classico della critica letteraria, chiave d’accesso indispensabile all’opera caleidoscopica del genio villiano e ai processi culturali di ibridazione e mutamento in atto nel secondo novecento, italiano e internazionale. Il volume, curato da Gian Paolo Renello, si compone di sedici saggi, di una video-intervista dal titolo Esprimere l’inesprimibile (in QR code nel libro, a cura del documentarista Giuseppe Sterparelli) e accoglie al suo interno preziosi documenti inediti, tra cui due Labirinti villiani e una cartolina di Marcel Duchamp inviata all’amico Villadrome”. Il libro viene pubblicato in un periodo che il critico Andrea Cortellessa ha giustamente definito “Villa-Renaissance”: non si contano infatti le mostre dedicate ai lavori e alle opere di Villa (solo nel 2021 a Roma e Macerata), i convegni in Italia e all’estero (in via di creazione un centro studi internazionale a lui dedicato), come le pubblicazioni di inediti e nuovi studi  (sempre per Argolibri, nel 2021, Rovesciare lo sguardo. I Tarocchi di Emilio Villa).

 

Collana Rizomini

 

 

 

 

1) Desert

di Anonimo

settembre 2021

Pubblicato su theanarchistlibrary nel 2011, Desert è il primo libro della collana Rizomini. Il volume, stampato su carta perlata e arricchito da una sovraccoperta convertibile a poster, vuole essere spazio di dibattito aprire le porte ai prossimi libri con un tono cinico, sarcastico e assolutamente provocatorio.

“Un fantasma tormenta molti attivisti, anarchici e ambientalisti. Ha tormentato me. Gran parte della nostra sottocultura nega la sua esistenza, eppure quell’immagine flebile cresce, diventa concreta, finché non ti guarda dritto negli occhi. E il suo sguardo, proprio come con i mostri nei racconti del passato, ci paralizza. Muoversi diventa impossibile. Abbandoniamo la speranza: diventiamo disillusi, inattivi. Lo spettro che molti cercano di non vedere è una semplice constatazione: il mondo non verrà salvato.”

In questo testo, affidato all’internet dieci anni fa come un messaggio in bottiglia, l’anonimo autore tenta di delineare i possibili futuri di una resistenza anarchica ed ecologista di fronte all’incessabile avanzamento del cambiamento climatico. Tra quelle che furono le sue previsioni vive anche il nostro presente, nero su bianco accanto a ciò che siamo stati e a quello che possiamo ancora essere. Il punto di vista di questo testo, totalmente spoglio dell’illusione della una grande rivoluzione globale che salverà il pianeta, resta deciso a difendere i resti del mondo che ci troveremo a vivere, a proteggere chi lotta dal peso schiacciante della catastrofe.

 

Free tekno movement

 

2) Free Tekno Movement

di Giulia Virginia Vicardi

giugno 2022

Non è scontato dire cosa sia stata la free tekno: fenomeno spontaneo o movimento politico, sottocultura o controcultura, nuova forma di svago o impegno sotto altre vesti, edonismo o rivoluzione, neo-spiritualità o buon vecchio sfascio. Di certo è stata qualcosa dalla vita troppo lunga – si va verso i trent’anni di storia, e ormai il “rave” può dirsi prassi, se non accettata, consolidata al pari di altre fattispecie come il “concerto” o il “festival” – per lasciarsi incasellare in una sola definizione. Di certo la cultura rave è stata il frutto di una fortissima tensione sincretica, in cui il “no future” e l’autoproduzione del punk ha incontrato la psichedelia e il nomadismo degli hippie, si è appropriata della musica elettronica nata per i club e l’ha sublimata con l’idea tutta giamaicana del soundsystem portatile come strumento di riappropriazione dello spazio pubblico, incontrando nuove suggestioni estetiche e performative nella cibernetica, nel neo-tribalismo e nel transumanesimo. Di fronte a un profilo così complesso, questo saggio di Virginia Giulia Vicardi ci aiuta, col suo sguardo limpido e acuto, a inquadrare opportunamente la free tekno – e a renderle il posto di primo piano che le spetta nella storia della cultura occidentale. (Dalla quarta di copertina di Vanni Santoni)
“Caos, musica, spettacolarizzazione, ibridazione, trance, velocità e macchinari mostruosi uniti ad un fanciullesco vitalismo. Le avanguardie storiche congiunte al mondo techos, regolato dalla legge della conservazione della massa e dal caos creatore, mondo temporaneo, dominato dai contrasti in cui nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”
Free Tekno Movement ripercorre la storia della festa intesa come performance collettiva, esponendo le complessità e peculiarità di un teatro libero fatto di corpi, droghe e tecnologia.
L’autrice, come una cyber-Arianna, srotola il fil rouge della sua ricerca tra i meandri della controcultura giovanile, passando per le riflessioni di Rousseau sulla forma teatrale fino all’esplorazione dell’ automutilazione nelle performance di Ron Athey, regalandoci una liturgia di voci rivoluzionarie e BPM incalzanti.
Con una prefazione di Alessandro Kola e un remix letterario di Riccardo Balli.

 

Collana Territori

 

1) Argo 2020. L’europa dei poeti

della redazione di Argo

maggio 2020

ARGO 2020 L’europa dei poeti: 20 anni di attività, 20 numeri di una rivista che è diventata romanzo di esplorazione, opera collettiva e poi antologia. Per il suo ventesimo anniversario la rivista «Argo» torna alle origini e dedica il XX numero alla poesia europea contemporanea. Da Carol Ann Duffy a John Taylor, da Mario Benedetti a Fabio Pusterla il volume pone l’attenzione su alcune delle voci più autorevoli della poesia contemporanea in Europa; sollecita domande, riflessioni, propone traduzioni e poesie inedite, visioni del nostro continente narrate in versi, da lingue e latitudini differenti. A suggellare l’opera è I’M NOT THIS BODY, Angeli di Natura, un diario fotografico, un album di visioni, apparizioni, creato da Allegra Corbo come processo biologico, durante una residenza artistica, all’interno del progetto Grampus (Gran Bretagna), per la conoscenza della cultura, del patrimonio e dell’artigianato slovacchi.

 

La radice dell'inchiostro

2) La radice dell’inchiostro

a cura di Giorgiomaria Cornelio

febbraio 2021

È ancora legittima la radice dell’inchiostro? Come dimenticare la fine della storia, della poesia? Non soltanto la fine che è già stata decretata, ma anche quella sempre sul punto di venire…
Un dialogo tra diverse generazioni e modi d’intendere il fare poetico, una raccolta di corrispondenze, saggi, discussioni, sconfinamenti che -senza gerarchie e in costante confronto con l’eredità del secolo scorso- formano un ritratto della complessa geografia del panorama letterario italiano.
Si riflette, in particolare, sul rapporto che lega estinzione e parola, abiura e promessa. Facendo continuamente attrito con un’idea consolatoria della poesia, questa verifica degli usi finisce per somigliare tanto ad un libro d’interrogazioni, quanto ad un viatico per il mondo che ancora non vediamo…
Hanno accolto l’invito: Mariasole AriotBianca BattilocchiMaria BorioDavide BrulloMaria Grazia CalandroneEnzo CampiRiccardo CanalettiMattia CaponiMarilina CiacoValerio CuccaroniTommaso Di DioFlavio ErminiMario FamularoEmanuele FranceschettiGiovanna FreneMassimo GezziMarco GiovenaleAlessandra Greco, Mariangela GuatteriFrancesco IannoneAndrea IngleseFranca MancinelliLorenzo MariGiulia Martini, Giulio Marzaioli, Alessandro MazziMatteo MeschiariDimitri MilleriSamir Galal MohamedRenata MorresiDavide NotaFabio Orecchini, Vincenzo Ostuni, Francesco OttonelloBernardo PaciniNicola PasseriniCristiano PolettiDaniele Poletti, Giovanni ProsperiLaura PugnoCarlo RaglianiRossella RenziEleonora RimoloGiorgia RomagnoliSergio RotinoCarlo SelanAldo TagliaferriMattia Tarantino, Ranieri TetiIda TraviCostantino TurchiClaudia Zironi.
Corredano il volume alcune opere di Magdalo Mussio, “scriba di spazi”tra i principali esponenti della poesia visiva del Novecento.

 

immaginaria

3) Immaginaria

della redazione di Argo

marzo 2023

Argolibri presenta il nuovo numero della rivista Argo: Immaginaria. Dai libri illustrati alla narrativa digitale, dal cinema alla street art, dalla poesia all’iconic turn, Immaginaria offre uno sguardo multiforme su un tema di assoluta attualità e fondamentale nella storia della produzione artistica.
Il volume include contributi di scrittori, poeti, registi, illustratori e artisti impegnati sui diversi fronti della cultura legata all’immagine.
Tra i contenuti proposti: iconografia del ventesimo e ventunesimo secolo, cyberpunk e digitale in letteratura, indagini sull’architettura, periferie e spazio post-moderno, rapporto tra immagine e immaginazione, dialogo tra il segno e la sua possibilità di lettura, immagine dialettica nella filosofia (Benjamin, Warburg, Nietzsche) e l’archeologia della visione.

Collana Argofumetti

 

 

1) La magia raccontata da una macchina

di Lapis Niger / Uochi Toki

luglio 2021

Argolibri recupera dal mondo delle autoproduzioni La Magia raccontata da una Macchina, graphic novel disegnata da Lapis Niger, pseudonimo di Napo, voce del duo rap-sperimentale Uochi TokiUn lavoro ibrido, unico e geniale, in grado di estremizzare e ridurre il complesso linguaggio del fumetto per narrare con molteplici stratificazioni di segno e senso la “magia”.
Dopo anni di sperimentazioni transmediali, di cui ricordiamo almeno il celebre disco Libro audio (2008), gli Uochi Toki continuano la ricerca tra musica, disegno e parola con un volume che supera il limite del proprio medium per contaminarsi con altre forme espressive. La Magia raccontata da una Macchina è un’opera transmediale che si presenta come una graphic novel, la quale può essere letta, ma anche ascoltata, raccontata dalla voce robotica di Matteo “Napo” Palma e dalle sonorizzazioni di Riccardo “Rico” Gamondi.

 

surgelati

 

2) Surgelati – Opera a 14 mani per scrittore, fumettisti e gruppo rock

di David Biagioni, Contradamerla, Nicola Gobbi, Wu Ming 2

dicembre 2021

Surgelati è la storia di un ragazzo che si risveglia in una stanza d’ospedale e tutto gli appare bianco, neutro, indefinito. Persino la faccia che vede nello specchio. Lo hanno appena scongelato dal suo stato di immigrato in criogenesi. Ora il suo volto non ha espressioni, la sua identità è surgelata. Tutti vorrebbero cucirgli addosso il ruolo che ritengono più adatto a un immigrato clandestino, senza mai ascoltarlo davvero. Il nuovo mondo di cose e di persone che incontra lo vuole congelare in uno stereotipo, a dispetto del costante divenire, nell’esperienza concreta, delle identità, delle idee e delle culture.
Surgelati è una graphic novel scritta da Nicola GobbiWu Ming 2 Davide Biagioni, uno dei fondatori del portale di graphic journalism Graphic news. Questa graphic novel è un’opera sull’immigrazione e lo sfruttamento degli immigrati, che come la merce dei supermercati vengono congelati e scongelati a uso e consumo, fino alla disumanizzazione. “Surgelato da esportazione in porzione monodose”.  Come le altre opere della collana di fumetti della casa editrice Argolibri, il testo non finisce sulla pagina, ma l’opera è stata musicata dal gruppo rock Contradamerla, ascoltabile tramite qrcode.

 

 

Collana Cinema Vivente

 

Cinema vivente

1) Cinema vivente

di Saint-Pol-Roux

gennaio 2022

«Il cinema attuale è la camera oscura. Il cinema del futuro sarà la camera Ardente. Il roveto ardente che parla, donde vengono le leggi del mondo». Così scriveva Saint-Pol-Roux (1861-1940), poeta solitario dalla barba bianca, soprannominato Saint-Pol-Roux-le-Magnifique, «e si direbbe che questo soprannome se l’era proprio meritato, tanto a causa dello splendore dei suoi costumi, quanto per la bellezza truculenta dei suoi discorsi». Il suo libro Cinema Vivente è un folgorante appello rivolto agli scienziati e ai pionieri di un’arte ancora alla sua preistoria, la “prova generale” di un mondo nuovo, in cui «ci sdoppieremo. I doppi prenderanno il nostro posto, e persino le diplomazie e le guerre future si svolgeranno tramite gli altri noi stessi».
Prestare ascolto a un libro come questo significa immaginare un cinema “altro”, nato prima della sua invenzione; un cinema oggi in sorprendente dialogo con i nuovi scenari tecnologici, e allo stesso tempo ancora rivolto contro ogni gabbia prestabilita.

 

 

Informazioni aggiuntive
RICOMPENSE

Ricompensa 1 (5 libri), Ricompensa 2 (8 libri), Ricompensa 3 (3 libri + abbonamento 2023)

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