Fra natura, linee e macchie di colore. Dodicesimo appuntamento con Mixis.

L’impressione ri-crea il segreto di un incontro della memoria, la lingua traccia ciò che può e la natura segue i suoi contorni arborescenti. Ed è qui che il monotipo di Serena Jajani si fa specchio e groviglio di impronte della poesia, come custode del tempo interno, di Antonio Casagrande.

Caviglie possono oscillare
e lingue non capire
quanto è antica una conversazione
contandone i giri di parole
come coi cerchi nei tronchi d’albero
tagliati, nascondiglio negato a chi corre.
Manubrio segue manubrio, l’asfalto
qui, è il pavimento della mia memoria
il passaggio attraverso le siepi,
una porta.

[dedicato al Vecchio giardino Regina Margherita di Fabriano]