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Toquiño in concerto ad Urbino

Si è tenuto venerdì 9 ottobre, nel Teatro Raffaello Sanzio di Urbino, lo spettacolo di apertura della stagione urbinate, sul palco il grande chitarrista e cantante brasiliano Toquiño, reduce da una tournée con Ornella Vanoni ed Alex Britti.
Toquiño esce dalle quinte con la chitarra in mano, mentre esegue una serie di accordi di samba. Siamo in uno splendido teatro ottocentesco, ma la naturalezza e la familiarità con le quali questo grande musicista delizia il suo pubblico ci fanno sentire tutti a nostro agio, come se fossimo nel salotto di casa sua; lui stesso, dopo il primo pezzo, dice di essere qui «in una forma molto semplice e sincera», informale, lui e la sua chitarra.
Già da subito inizia la lunga serie di simpatici aneddoti con i quali il chitarrista ama intramezzare i brani che esegue: Toquiño ci racconta, in un italiano scorrevole e divertente, di una sua chiacchierata con Marcello Mastroianni, finita con una simpatica facezia di questo, ci parla del vanitoso Vinicius de Moraes e del suo desiderio di esclusiva su di lui, ci fa sorridere della competizione tra l’autore di Garota de Ipanema e Chico Buarque, accenna alla collaborazione con Ungaretti, e racconta di tante altre vite di artisti e di intellettuali, che si sono intrecciate alla sua.
Toquiño ci narra di come iniziò il suo sodalizio con Vinicius de Moraes: voleva assolutamente suonare col poeta, ma questi non lo considerava più di tanto, e aveva scritto una poesia, che avrebbe voluto far musicare da un altro compositore. Tuttavia, Toquiño gli sottrasse il manoscritto di nascosto, e, dopo aver arrangiato la lirica, fece ascoltare a Vinicius il pezzo bell’e pronto. Da quel momento i due iniziarono una collaborazione che avrebbe poi portato all’incisione di ben sedici album.
A metà concerto Toquiño è raggiunto sul palco da una bravissima cantante brasiliana, Veronica Ferriani, che esegue diversi brani, suonando anche il pandeiro. L’interprete canta anche un brano a cappella. Davvero perfetta e piacevole la sua performance. Molti i successi proposti questa sera: da Garota de Ipanema a Tristeza, da Chega de Saudade a O que será; c’è spazio anche per canzoni italiane, come Anema e core, e, naturalmente, per Acquarello.
Con il suo tocco inconfondibile, con leggerezza ed ironia, Toquiño sa riportarci indietro nel tempo, ai grandi artisti del passato con cui ha condiviso il proprio percorso di musicista e di uomo, a quei «dolci fantasmi» che, come dice lui, abitano dentro la sua chitarra, e gli fanno compagnia.

         

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