Ugo Cornia, Chirurgia trans-specifica (2010)

Anteprima di Argo n. 16 / ID. La materia che amava chiamarsi umana (ed. Cattedrale, 2010) in libreria a settembre

Una domenica sera stavo vedendo una trasmissione che aveva per oggetto la chirurgia estetica, e tutti si chiedevano se era giusto o no stare a rifarsi, e la conduttrice riteneva che se uno vuole rifarsi è giusto che si rifaccia, se gli serve a star bene, e dopo c’era anche un’intervistata che raccontava che prima si era rifatta le tette, e diceva che era fin da quando aveva quattordici anni che voleva rifarsele, e la conduttrice poi le chiedeva anche: ma lei dov’è che li ha presi i soldi per l’operazione, allora l’intervistata le diceva che li aveva messi via anno dopo anno, perché era da tanto che aveva in testa questo progetto di rifarsi il seno, quindi ogni anno metteva via un po’ di soldi, così alla fine se l’era potuto rifare; dopo però ci aveva preso gusto a rifarsi, anche perché non si soffre per niente a fare queste operazioni di chirurgia estetica, quindi avendoci preso gusto aveva messo via un altro po’ di soldi e si era anche fatta rifare il naso, e in particolare del naso era contentissima perché nessuno se n’era accorto, così diceva lei, perché se ti rifai il naso e nessuno se ne accorge vuol dire che il rifacimento è fatto a regola d’arte, cosa che veniva confermata anche da un altro chirurgo estetico che era sempre lì in studio, e ancora dopo la conduttrice le chiedeva come si era sentita dopo queste operazioni, e lei diceva che adesso finalmente stava benissimo con se stessa, e così via; poi c’era uno che anche lui aveva fatto due o tre piccole operazioni, come autotrapianti di cuoio capelluto e eccetera; e invece poi la conduttrice aveva fatto delle domande a una giornalista bionda un po’ in carne che non si era rifatta niente ma era lì in trasmissione perché aveva fatto un’inchiesta sul problema delle ragazze giovanissime che ricorrono alla chirurgia estetica e a quindici anni vogliono già rifarsi il seno, e io, mentre guardavo, pensavo a tutte queste cose e pensavo:

vent’anni fa nessuno se lo sarebbe mai immaginato neanche da lontano che miracoli avrebbe fatto la chirurgia estetica e pensavo a chissà che genere di miracoli che farà qualche altra chirurgia “nonsocosa” che inventeranno fra centocinquant’anni;se io ci fossi ancora stato fra centocinquant’anni, magari in quel momento esatto di fra centocinquant’anni, io mi trovavo di nuovo davanti alla televisione e stavo guardando una trasmissione che aveva lo scopo di informarci e farci familiarizzare con una nuova tecnologia biomedica, che c’era già da dieci o quindici anni e che era per esempio la chirurgia trans-specifica, una tecnica che ci metteva davanti a delle possibilità oggi assolutamente impensabili, e la giornalista bionda un po’ in carne era lì a sta trasmissione di fra centocinquant’anni a raccontarci la sua storia, e saltava fuori che si era fatta questa importante operazione di chirurgia trans-specifica e raccontava a tutti che prima era una mucca, solo che fare la mucca non le piaceva, allora era riuscita a fare questa operazione ed era diventata donna, e adesso era molto soddisfatta di tante cose perché fin da piccola pur essendo una mucca dentro lei si era sempre sentita più donna che mucca, infatti fin da quando era vitella aveva fatto subito amicizia con la figlia del contadino e al pomeriggio, quando la figlia del contadino portava tutte le mucche al pascolo, lei preferiva stare a giocare con la figlia del contadino invece che con le altre mucche, cosa per cui le altre mucche l’avevano sempre guardata un po’ storta, come se volesse fare l’originale, e infatti era poi stata la figlia del contadino, che adesso era diventata commercialista e aveva uno studio ben avviato, dopo vent’anni che erano amiche, a darle i soldi per fare questa operazione di chirurgia trans-specifica e diventare donna, compiendo il salto di specie, infatti adesso abitavano anche insieme a casa dell’amica commercialista, anche perché questo salto da specie a specie, nonostante sia una cosa che magari uno desidera fin da quando è piccolo, soprattutto nel primo periodo, è anche facile da capire, per vent’anni sei stata una mucca, poi a un certo punto grazie alla chirurgia trans-specifica diventi una donna, nei primi mesi è un salto difficile dove è meglio che ci sia qualcuno che ti aiuti, se sei da sola è molto più dura, e infatti in quel momento la conduttrice si spostava verso un altro signore, che voleva anche lui raccontarci la sua storia, e questo signore invece raccontava che prima di operarsi era un cane, un labrador, ma lui invece raccontava che essere cane gli era sempre piaciuto, e come cane era felice, a differenza della signora ex-mucca, ma aveva voluto operarsi per amore, perché quando era un cucciolo, a due mesi e mezzo, appena svezzato, era stato regalato dai padroni dei suoi genitori alla figlia dei loro vicini, che si chiamava Jessica, una ragazza di vent’anni, e nel corso di quattro o cinque anni loro due avevano capito che si amavano e che si amavano veramente, e non potevano fare a meno l’uno dell’altra, quindi lui aveva deciso di operarsi, e seduta di fianco a lui c’era la ragazza, Jessica, che diceva che lei aveva avuto due o tre fidanzati, ma non era mai riuscita a sentire quelle sensazioni così piene e felici che aveva quando portava Piero, l’ex-labrador si chiamava Piero, a spasso nei parchi, o quando dormivano insieme, lei diceva che di fianco a lui si era sempre sentita sicura, anche se lui, anche quando era un cane, non era per niente aggressivo, ma molto di buon carattere, e comunque per questo motivo, un anno e mezzo fa, avevano deciso per l’operazione, che era andata veramente bene, e dopo sei mesi, visto che tutto era andato bene, si erano anche sposati, infatti la conduttrice diceva: possiamo dirlo, possiamo dare la buona notizia, e Piero, l’ex-labrador, diceva: sì, sì, diamola la notizia, e la notizia era che Jessica era già incinta di sei mesi, e la gravidanza andava avanti in modo perfetto, perché con l’ingegneria trans-specifica si facevano queste trasformazioni di DNA col salto di specie per cui prima, per esempio, se la ragazza e l’ex-labrador si amavano così, che lei era una donna e lui un cane, il loro amore comunque non gli avrebbe dato la possibilità di avere un figlio mentre loro adesso avevano potuto avere il figlio che avevano sempre desiderato, e quindi la conduttrice poi loderebbe questa tecnologia che permette a esseri che prima non avrebbero potuto amarsi completamente, adesso gli permette di amarsi completamente e anche di avere un figlio che prima uno avrebbe anche fatto fatica a sognare senza provare un po’ di vergogna e tutto questo era bellissimo, anche se non va sempre così e c’è chi è più fortunato e chi è meno fortunato, diceva la conduttrice, delle volte restano comunque dei problemi, perché uno in un certo senso lascia un mondo per entrare in un altro mondo, e infatti il problema era quello della donna ex-mucca, che si chiamava Fiorella, perché lei, che fin da piccola per certe cose si era sentita più donna che mucca, e in realtà si era operata sei mesi prima, all’età di circa vent’anni, nella sua precedente vita di mucca si era sempre accompagnata con un toro, al quale aveva sempre spiegato il suo desiderio di diventare donna, ma il suo compagno, insomma il toro, le aveva spiegato che lui era un bovino, si sentiva bovino, e non aveva la minima idea di fare un’operazione per cambiare specie, non tanto per l’impegno comportato dall’essere operati, quanto proprio per il fatto di essere un bovino che si realizzava facendo il bovino, e quindi per lei questa operazione per un verso voleva dire diventare quello che aveva sempre sognato di essere, cioè una donna e non più una mucca, ma per l’altro verso significava perdere metà del suo universo di affetti, e infatti l’intervistatrice le aveva chiesto se non c’era qualche uomo all’orizzonte, un nuovo amico, un compagno, e la giornalista ex-mucca le aveva detto che per adesso c’era solo l’amicizia con la sua amica commercialista, e non aveva neanche desiderio per adesso di un uomo, anche perché lei in un certo senso si sentiva ancora innamorata del suo compagno, anche se vedersi non aveva più il senso di prima. E in verità, diceva la conduttrice, effettivamente, se uno si leggeva le statistiche disponibili attualmente sui casi di tutti quelli che si erano fatti operare diventava chiaramente evidente che nella mucca la motivazione dell’operazione spesso è l’amicizia tra donne, mentre nel caso del cane la motivazione è quasi sempre di natura erotica, non c’era nessun ex-cane tra gli ex-cani intervistati che avesse deciso di sopportare un’operazione di chirurgia trans-specifica se non era stato mosso da desiderio erotico, mentre tra le ex-mucche e gli ex-cavalli molto spesso le motivazioni erano più vicine all’amicizia, e anche questo doveva avere qualche significato profondo, diceva la conduttrice. E così poi, su questa domanda, si chiudeva la trasmissione e io pensavo che sfiga non poter morire tra duecentoventi anni, che magari avrei potuto sposarmi una ex-mucca, che le mucche mi sono sempre piaciute.