Argolibri festeggia un anno di vita catastrofica, funerea e rivoluzionaria.

Argolibri festeggia un anno di vita catastrofica, funerea e rivoluzionaria. Un anno di profondi smottamenti civili e culturali, sfociati a gennaio nell’abisso pandemico, che ha contagiato inevitabilmente anche il settore del libro, già in profonda crisi strutturale, costringendo editori, librai e lettori ad un ripensamento dei rituali e delle pratiche editoriali. Un processo lento, ma irreversibile: muovere nella e dalla catastrofe, nell’incertezza e nel ripensamento, dal margine, dal confinamento.

Questo è l’habitat editoriale in cui ci siamo trovati immersi, una zona stalkeriana, isolata ai confini del tempo e dello spazio, come quella del film di Tarkovsky, una zona in cui autori ed editori arrancano come superstiti in “territorio selvaggio”, dopo l’avvio del collasso.

Il 7 novembre 2019 sono uscite in libreria le nostre prime due opere indipendenti, al termine di una navigazione ventennale. La nostra, infatti, è una lunga storia di bibliodiversità, di adattamento e mutazione continua.

 

Da rivista a collana editoriale: quindici anni di coedizioni

Da rivista underground, nata e cresciuta per cinque anni e dieci numeri all’università di Bologna, nel 2006 «Argo» è approdata in libreria e per quindici anni abbiamo pubblicato opere in coedizione con varie case editrici.

Abbiamo iniziato con l’undicesimo volume di «Argo», coeditato e distribuito da Pendragon di Antonio Bagnoli.

 

Dal volume XV di «Argo», coeditato con Cattedrale di Massimo Canalini abbiamo sperimentato una forma ibrida di rivista-romanzo d’esplorazione.

 

 

E abbiamo creato la collana Argo, iniziando a pubblicare opere del collettivo, a partire dall’antologia dei cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale per la resistenza della memoria repubblicana Calpestare l’oblio. Un’opera di poesia che ha creato un grande dibattito sui maggiori media italiani, dalla prima pagina del “Corriere della Sera” al Tg3 passando per una memoribile puntata della Zanzara di Radio 24, e nei locali di mezza Italia, dal Beba Do Samba di Roma al Bartleby di Bologna.

 

 

Nel 2014 abbiamo iniziato a coeditare le opere della collana Argo con Gwynplaine di Orlando Micucci, con cui abbiamo pubblicato una monumentale antologia della poesia italiana in dialetto, L’Italia a pezzi, che ha germinato, dando vita al progetto Poesia del nostro tempo, divenuto un blog di poesia (in collaborazione con Midnight Magazine, poi da maggio 2019 indipendente da Argo) e una serie di annuari, di cui due coeditati con Gwynplaine e uno coeditato con l’editore toscano Istos.

 

 

L’esperienza con Gwynplaine si è conclusa con la pubblicazione del volume XIX di «Argo», Numero di mAgia, e della prima edizione italiana di After Lorca del poeta americano Jack Spicer, per la cui traduzione il curatore Andrea Franzoni si è aggiudicato il prestigioso premio Benno Geiger.

 

Argolibri: un marchio indipendente

Nel 2018, sospinti dai nostri lettori, che sempre hanno sostenuto le nostre pubblicazioni (dieci le opere finanziate tramite raccolta fondi online, ovvero crowdfunding), forti di una giovane ma consolidata redazione composta di studiosi, poeti e traduttori, abbiamo fondato la casa editrice Argolibri, attingendo dai fondi derivanti dalla vittoria di un bando regionale e dai proventi della campagna “Attiva l’editoria”, lanciata con successo in rete.

Come marchio editoriale abbiamo scelto un serpente uroboro a cerchiare una “A” stilizzata in forma di chiglia rovesciata, disegnato da Raffaele Primitivo.

Con questo emblema alchemico, un anno fa è uscito in libreria La moltiplicazione delle dita. Con una lettera di Fortini e una lettera smarrita di Corrado Costa.

 

 

Un’opera seminale che tanto ha fatto parlare di sé e che ha dato origine a una feconda collaborazione con gli eredi di Corrado Costa, la Biblioteca e la Fondazione Panizzi di Reggio Emilia.

Insieme alle prose e alle illustrazioni satiriche di Costa, abbiamo mandato alle stampe Reparto da qui di Sarah Di Piero, un libro di poesia e di denuncia del trattamento dei pazienti psichiatrici.

 

Poi è stato il turno di Un rosario di bugie di Jack Spicer, uscito in libreria il 27 febbraio, a pochi giorni dal lockdown.

 

 

Tra tutti gli otto libri pubblicati finora Un rosario di bugie è stato quello più penalizzato, nonostante l’attenzione procurata all’autore americano dalla pubblicazione di After Lorca, a conferma dell’impatto devastante del lockdown per il comparto editoriale.

Il confinamento però non ci ha fermato, anzi, ci ha reso imprevedibili: il 18 giugno è uscito in libreria il primo volume dell’opera omnia di Corrado Costa, Poesie infantili e giovanili, per la cura della giovane studiosa Chiara Portesine.

 

 

Sostenuta dall’Archivio e Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, l’opera è frutto di un lavoro fondamentale di studio e riscoperta di uno dei poeti italiani più sperimentali del secondo novecento, che porterà, nella primavera del 2021, al secondo attesissimo volume in cui saranno raccolte, per la prima volta, tutte le opere poetiche pubblicate in vita dall’autore di Bazzano, con una sezione aggiunta di inediti e testi “dispersi”.

Il 25 giugno Argo ha festeggiato 20 anni e 20 numeri con l’uscita di 2020 L’Europa dei poeti, numero speciale della rivista in cui sono presenti testi (in traduzione) di alcuni dei maggiori poeti internazionali, da Carol Ann Duffy a Charles Simic.

 

Copertina di Allegra Corbo

 

Un ritorno alle origini poetiche della rivista Argo, il cui primo numero fu dedicato alla poesia. E qui il cerchio si chiude. I primi 19 numeri della rivista sono consultabili gratuitamente qui; il XX volume si può acquistare cliccando sulla copertina.

Dopo tanta poesia, il 10 settembre è uscito il nostro primo romanzo, Una spassosa Apocalisse del multiforme autore marchigiano Rodolfo Bersaglia, opera che aderisce alla catastrofe dell’occidente con derma comico-grottesco, nell’affaccendarsi surreale di due sacerdoti-scienziati dediti al tentativo di clonazione del Redentore.

 

 

Altro rovesciamento di prospettiva è quello operato da Tacete o maschi, un’opera che riapre la ferita provocata dalla rimozione della letteratura femminile dal canone della letteratura italiana, inserendosi appieno nel dibattito contemporaneo sulle teorie gender e transfemministe, e instaurando, a settecento anni di distanza, un dialogo in versi, intarsiato dall’artista Simone Pellegrini, tra Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda, Franca Mancinelli, poetesse tra le più autorevoli del nostro tempo, e le poetesse del ‘300 Leonora Della Genga, Ortensia di Guglielmo e Livia del Chiavello, primissime autrici della storia della letteratura italiana a mettere in discussione il dominio maschile nel mondo della lettere e della politica.

 

 

Il 2 novembre infine il nostro primo e-book: Poesía contra el bloqueo, oltre cento poeti cubani, italiani e venezuelani uniti nella parola contro il criminale blocco economico imposto a Cuba e Venezuela da molti anni, mantenuto persino in piena crisi pandemica.

poesia contra el bloqueo sito
Questi otto libri hanno trovato la loro collocazione all’interno di tre collane: Fari, dedicata alle opere “illuminanti”, curata da Valerio Cuccaroni; Talee, composta di gemme recise nel passato ma che germinano e mettono radici nel presente, curata da Andrea Franzoni e Fabio Orecchini; Territori, collana dedicata alle esplorazioni poetiche, curata da Rossella Renzi.

Altre collane sono in arrivo per il 2021 ma non è ancora il momento di svelarle. Mentre possiamo senza dubbio anticiparvi la nostra prossima uscita, prevista per il mese di dicembre: Rovesciare lo sguardo. I Tarocchi di Emilio Villa, un tentativo di penetrare il labirinto linguistico del laboratorio scrittorio di Emilio Villa, “clandestino” della parola poetica e della letteratura, certamente uno dei massimi poeti ed intellettuali del ‘900.

Clandestini anche noi, su di un’isola infetta, festeggiamo questa piccola, ellittica rivoluzione, tracciata con un legno sulla sabbia, o nel cielo non importa, con un rito del sole, di festa e fertilità e omaggio, un rito di passaggio, dalla giovinezza onirica, disubbidiente, dei primi anni bolognesi della rivista «Argo» alla maturità della coscienza critica che indirizza le scelte e le proposte editoriali di Argolibri, ebbri di quel rituale del reale possibile che è la letteratura, fatto di compresenza, descrizione del mondo e utopia, spazializzazione del tempo e cortocircuito del senso comune: come per l’uroboro infatti “non è la testa che mangia la coda, ma la coda che mangia la testa”.


Foto di copertina di Giacomo Alessandrini.