This page was exported from ARGO [ https://www.argonline.it ]
Export date: Sun Apr 21 8:32:09 2019 / +0000 GMT

Un nuovo inizio | di Alessia Racci Chini




Brano tratto da il romanzo L'Ottava confraternita, di Alessia Racci Chini. Fanucci Editore. 
(dal Capitolo 6)

*

[…] L'incanto venne rotto dall'ingresso della professoressa Sing Sing. Sotto la toga indossava un abito dalla fantasia floreale che ricordava un vecchio divano e in testa il cappello accademico decorato con la retina scura, l'insetto e il fiore esotico. Tutto nella sala si fece silenzioso.
«Buongiorno ragazzi, voglio aprire questa lezione congiunta di Teoria e storia delle paure – rivolta tanto ai nuovi studenti quanto ai vecchi, ai quali un ripassino non farà di certo male – con un'importante domanda...»
La professoressa avanzò fino a raggiungere la prima fila di banchi e con tono solenne chiese: «Che cos'è la paura
Un acceso mormorio animò la grande aula.
«Su, non siate timidi. Mi rivolgo in particolare alle matricole. Non abbiate paura di rispondere!» disse divertita dal suo stesso gioco di parole.
La mano di una studentessa in seconda fila si alzò.
«La paura è un'emozione molto forte che fa battere il cuore e a volte fa tremare anche le gambe.»
«Molto bene. Come ti chiami, cara?»
«Giselle... Giselle Ohayon.»
«Grazie, Giselle. Qualcuno vuole aggiungere altro?Avanti!»
«La paura è quella cosa che ci prende quando ci troviamo di fronte a un pericolo» osservò timidamente la ragazza seduta accanto.
«Ottimo, e tu chi sei?»
«Mi chiamo Alice Mezzanotte.»
«Poltergeist!» urlò qualcuno.
Alice affondò il viso tra le mani mentre la professoressa Sing Sing fulminava con lo sguardo un paio di studenti nelle ultime file.
«Grazie anche a te, Alice. Vi viene in mente altro?»
«La paura ci aiuta a crescere, diciamo...» disse il ragazzo del secondo anno con gli occhiali spessi. «Se non avessimo mai paura non dovremmo trovare il coraggio di affrontare le prove. Allora resteremmo per sempre dei bambini, diciamo
«Grazie, Peter. Sei stato molto convincente.»
Peter Limon trattenne a stento una smorfia di orgoglio. Sing Sing rilanciò la questione: «Riuscite a immaginare come sarebbe la vita se non provassimo mai paura?»
«Bellissima» rispose in coro metà dell'aula.
«Eh no! V'invito a riflettere, ragazzi: senza la paura non ci accorgeremmo dei pericoli. Pensate cosa accadrebbe se vi trovaste di fronte a una belva feroce senza temerla.»
Ancora una volta Peter Limon prese la parola: «Be', io diciamo che me la darei a gambe. E molto saggiamente, credo. Grazie a Dio sono un fifone.»
Tutta l'aula esplose in una risata.
«Quindi... fatemi capire,» intervenne una ragazza del primo anno con una massa di capelli rossi e il viso pieno di lentiggini «dobbiamo dire grazie alla paura perché a volte ci salva la vita?»
«Esatto, cara. Come ti chiami?»
«Anita Kismet.»
Sing Sing si avvicinò agli studenti e il volto s'illuminò con un'espressione materna.
«Non c'è nulla di sbagliato ad aver paura. In questa scuola dovrete vincerne molte e riconoscere i vostri punti deboli vi permetterà di lavorarci su con più efficacia.»
La professoressa tirò fuori da una borsa di cuoio un foglio ingiallito. Scorse con gli occhi il contenuto, poi domandò: «Gli scienziati sostengono che ogni essere umano ha almeno sette paure. Queste cambiano nel corso della vita, ma non si diventa mai immuni del tutto. Qualcuno di voi si sente così audace e incosciente da poter affermare di non aver paura di niente?»
Nessuno degli studenti mosse un dito.
«Molto bene. Adesso faremo una prova. Ciascuno di voi dovrà alzare la mano quando riconoscerà di provare ciò che dico. Mi raccomando siate onesti.»
Sing Sing infilò un paio di occhiali, poi cominciò a leggere:

Paura del buio.
Paura delle malattie e degli ospedali.
Paura degli esami, delle interrogazioni e delle prove.

Alzò un istante gli occhi per controllare l'aula...

Paura delle persone arroganti e aggressive.
Paura di fallire, di compiere degli errori, di fare brutte figure.
Paura delle guerre.
Paura dei terremoti.

Lanciò una seconda occhiata...

Paura di perdere le persone care.
Paura di ciò che non riuscite a comprendere.
Paura delle vostre facoltà.

Quando Sing Sing alzò di nuovo lo sguardo vide che tutti gli studenti, nessuno escluso, avevano alzato la mano.
«Come vedete, ragazzi, nessuno è immune alla paura. E crescere forse vuol dire proprio questo: trovare il coraggio di fare le cose giuste, anche quando abbiamo paura di farle.»
La professoressa mostrò quindi il suo copricapo accademico e raccontò come gli oggetti che lo decoravano raccontassero una sua vittoria personale.
«Ciò che amo di più del mio cappello è quest'animaletto verde. Vedete? Sono da sempre terrorizzata dagli insetti. Basta che un coleottero mi passi accanto per farmi precipitare in una crisi isterica dalla quale riesco a riprendermi solo con i sali da svenimento. In gioventù ho rinunciato a molte scampagnate, che peccato. Col tempo però sono riuscita a impedire che questa paura mi rovinasse la vita.»
Gli studenti osservarono la donna divertiti. Qualcuno la immaginò prossima allo svenimento alle prese coi sali. Sing Sing comprese il pensiero, ma non fece una piega.
«Quest'animaletto un giorno mi si posò sulla spalla e io pensai di morire. Invece sono qui, come vedete. Così imparai sulla mia pelle cosa intendeva il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche quando diceva ‘Ciò che non mi uccide, mi rende più forte'.»
La professoressa scrisse alla lavagna la frase in lettere cubitali.
«Questa facoltà si chiama resilienza, ragazzi, e non va confusa con resistenza. La vita non è una prova a chi ha la scorza più dura, ma richiede adattamento perché è un continuo divenire. Durante il nostro corso capiremo come le paure possano aiutarci a lavorare su noi stessi per lasciarci trasformare in persone più forti.»
In tutta l'Aula degli arazzi aleggiò un riflessivo silenzio. Alice alzò timidamente la mano catturando di nuovo tutti gli occhi su di sé.
«Professoressa, esistono paure dalle quali è meglio non guarire?»
«Certo, cara. Tutte quelle che nutrono la sana umiltà, il buonsenso e la saggezza.»
Sing Sing mostrò il fiore esotico sul cappello.
«Immagino lo troviate grazioso, così insolito e variopinto. Ma non lasciatevi ingannare perché si tratta di una temibile pianta carnivora. Mi ci imbattei durante un viaggio in un Paese equatoriale. Un mio collega – che si divertiva a sfidare il creato – si ferì gravemente a causa della sua condotta irresponsabile e spericolata.»
«Venne ferito dalla pianta carnivora?» domandò con apprensione Anita, la ragazza con i capelli rossi e le lentiggini.
«Oh, no, cara. La pianta l'ho scelta io come simbolo perché la natura ci insegna che non siamo onnipotenti. Possiamo solo tentare di penetrare i suoi misteri con l'impegno, lo studio e la dedizione.»
Un ragazzo tra le ultime file prese la parola. Era Ólos, lo studente che sentiva gli oggetti.
«Professoressa, è da tanto che vorrei farle una domanda. Le paure sono il suo pane quotidiano. Ogni giorno c'insegna a farci i conti, ma... ricorda un momento della sua vita in cui la paura le è sembrata atroce e invincibile?»
La donna si fece seria di colpo. Tagliò l'aria con gli occhi, misurò le parole nel silenzio. Poi fece un lungo respiro.
«È stato molti anni fa, Ólos. Un tempo la nostra scuola era diversa. Meno protettiva. Noi docenti compivamo esperimenti che oggi non sono più ammessi qui. Tentavamo di penetrare il mondo degli spiriti con ostinazione.»
«Cosa intende per esperimenti
«Evocazioni, sedute, rituali di liberazione... Pensavamo di agire a fin di bene, ma una volta aperte le barriere non siamo noi a governare le forze che possono attraversarle. Accadde che durante uno di quei rituali un mio collega subì un... incidente. Da allora la paura che possa succedere ancora, specie a voi allievi, non mi ha più abbandonato. Ci faccio i conti ogni giorno, per questo indosso una retina scura sul cappello. Mi obbliga a ricordare quel momento.»
Un fremito percorse la schiena di ogni studente. Sing Sing era sempre sorridente e bonaria, nessuno tra loro – nemmeno i più anziani – l'aveva mai vista con dipinta sul volto un'espressione così cupa e luttuosa.

 

 

 

YouTube Video: YouTube.com/watch?v=eu8kMPy5vXs

;feature=youtu.be
Post date: 2018-06-18 12:17:20
Post date GMT: 2018-06-18 10:17:20
Post modified date: 2018-06-18 12:50:05
Post modified date GMT: 2018-06-18 10:50:05
Powered by [ Universal Post Manager ] plugin. HTML saving format developed by gVectors Team www.gVectors.com